Home · Journal · Google Ads
Google Ads16 min di lettura05/09/2026

Hai firmato. Che cosa succede adesso, fase per fase

Non una guida alla configurazione, ma la mappa di quello che accade dopo il sì: che cosa si installa, in che ordine, e da che cosa capisci che funziona. Gli esempi vengono da Firenze, i numeri dal Keyword Planner e dalla documentazione Google, letti il 5 settembre 2026.

Creste di montagna sovrapposte al tramonto, ognuna più pallida di quella davanti, sotto un cielo arancione
La prima fase è nitida. La sesta dipende dalla terza.
In breve

C'è una cosa che nessuno racconta al ristoratore prima di firmare: le prime settimane di una campagna non assomigliano per niente alla pubblicità. Si definisce che cosa conta come risultato, si controlla il sito, si installa la misurazione, e solo dopo si compra traffico. L'ordine è l'unica parte che puoi verificare senza capire niente di aste.

Non è per tutti. Se il locale ha un problema di prodotto, di personale o di posizione, la pubblicità lo rende più visibile, non più piccolo. Più avanti c'è una fase intera dedicata ai casi in cui la risposta giusta è non comprare traffico, e ci sta perché capita più spesso di quanto faccia comodo.

Quello che ci guadagni: sai che cosa ti verrà chiesto e quando, sai che cosa domandare quando qualcuno ti dice «aspettiamo ancora dati», e riconosci il momento in cui una campagna smette di essere una spesa e diventa una misura.

  • I cinque mercati di ricerca che ha ogni ristorante, con i volumi mensili di Firenze.
  • Due calendari opposti nella stessa città: l'italiano tocca il massimo a novembre, l'inglese ad agosto.
  • Quali soglie pubblica Google per l'automazione, per quali tipi di campagna, e per quale non ne pubblica nessuna.
  • Che cosa significa davvero «conversione» per un ristorante, e perché si decide prima di spendere.

Cominciamo dalla cosa che di solito viene raccontata per ultima, perché è quella che cambia il budget più di ogni altra: a Firenze la domanda in italiano e quella in inglese hanno due calendari opposti. Quando una è al massimo, l'altra è al minimo. È il tipo di dettaglio che non si vede nel pannello di una campagna, ma si vede benissimo prima di aprirla.

Due calendari opposti, nella stessa città

Abbiamo estratto dal Keyword Planner il corpus di Firenze il 5 settembre 2026, sulla finestra da agosto 2025 a luglio 2026, e abbiamo guardato le serie mensili. Il risultato è netto.

03 · Due calendari opposti

Quando la domanda italiana è al massimo, quella inglese è al minimo

Due parole chiave, la stessa città, la stessa finestra di dodici mesi. «ristoranti firenze» ha il suo picco in novembre e il suo minimo in luglio. «best restaurants florence» fa esattamente il contrario. Chi programma un anno di campagne su una sola delle due sta programmando metà anno.

novil mese migliore in italiano
agoil mese migliore in inglese
2le parole chiave confrontate, non l'intero mercato
010.00020.00030.00040.0008.100IT · lug27.100IT · nov12.100EN · dic33.100EN · ago

Fonte: stime Google Keyword Planner, estratte manualmente da Cittago dall'interfaccia web di Google Ads; Firenze, 5 settembre 2026; finestra agosto 2025 – luglio 2026 · cittago.com

Quando la domanda italiana è al massimo, quella inglese è al minimo
ricerche al mese
IT · lug8.100
IT · nov27.100
EN · dic12.100
EN · ago33.100
Vale per queste due parole chiave, non per tutta la domanda: «restaurants in florence», per esempio, tocca il massimo a maggio. La forma generale però si ripete.

«ristoranti firenze» tocca il picco a novembre e dicembre, con 27.100 ricerche al mese, e scende a 8.100 a luglio. «best restaurants florence» fa il contrario: 33.100 ad agosto e settembre, 12.100 a dicembre. Un ristorante che pianifica l'anno guardando una sola delle due sta pianificando metà anno.

Che cosa NON dicono questi numeri

Che gli italiani mangino fuori a novembre e gli stranieri ad agosto. Il Keyword Planner misura la lingua della ricerca, non il passaporto di chi cerca: un turista che parla italiano finisce nella prima riga, un italiano che scrive in inglese nella seconda. La forma delle due curve è un fatto; la spiegazione è una lettura, e la diciamo per quella che è.

La risposta breve, prima di tutto

Una campagna Google Ads per un ristorante non comincia dagli annunci. Comincia definendo l'azione che conta — telefonata, prenotazione, indicazioni stradali, ordine — prosegue con il controllo del sito e l'installazione della misurazione, poi con la scelta di uno dei cinque mercati di ricerca che ha ogni locale, e solo allora con la prima campagna sulla rete di ricerca. L'automazione entra alla fine, quando ci sono dati di cui ti puoi fidare.

Quello che succede prima — la ricerca, la conversazione, la proposta — sta nell'articolo su come lavora un'agenzia Google Ads con un ristorante. Qui partiamo dal momento in cui la proposta è stata accettata.

I cinque mercati che ha ogni ristorante

Qui sta la diagnosi, ed è la parte che distingue una campagna pensata da una copiata. Prima di comprare traffico si decide quale domanda si compra. Un locale ne ha cinque contemporaneamente, e si comportano in modo diverso per volume, prezzo, concorrenza e stagione.

01 · I cinque mercati

Un ristorante a Firenze non ha un mercato di ricerca, ne ha cinque

Il nome del locale, la categoria, un attributo, una zona e una lingua: cinque domande diverse, con volumi, prezzi e stagioni diverse. Qui i termini rappresentativi di quattro.

18.100la categoria più grande, in italiano
5.400la stessa domanda scritta in inglese
2.600i due attributi messi insieme
05.00010.00015.00020.00018.100Categoria: ristoranti firenze8.100Categoria: pizzeria firenze5.400Zona: ristoranti firenze centro5.400Categoria: aperitivo firenze5.400Lingua: restaurants in florence1.600Attributo: ristorante vegano firenze1.000Attributo: ristoranti senza glutine firenze

Fonte: stime Google Keyword Planner, estratte manualmente da Cittago dall'interfaccia web di Google Ads; Firenze, 5 settembre 2026; finestra agosto 2025 – luglio 2026 · cittago.com

Un ristorante a Firenze non ha un mercato di ricerca, ne ha cinque
ricerche al mese
Categoria: ristoranti firenze18.100
Categoria: pizzeria firenze8.100
Zona: ristoranti firenze centro5.400
Categoria: aperitivo firenze5.400
Lingua: restaurants in florence5.400
Attributo: ristorante vegano firenze1.600
Attributo: ristoranti senza glutine firenze1.000
Le zone sono il mercato più difficile da misurare a Firenze: i nomi dei quartieri sono anche nomi di località altrove in Italia.
I cinque mercati, con i termini rappresentativi di Firenze
MercatoEsempioVolume mensileChe cosa compri davvero
Marchioil nome del localenon lo pubblichiamo: sono nomi di aziende veredomanda che esiste già; la strada più economica verso una visita
Categoriaristoranti firenze18.100domanda generica, grande e indecisa
Categoria, più strettapizzeria firenze, aperitivo firenze8.100 e 5.400la stessa domanda, con una forma precisata
Zonaristoranti firenze centro5.400intenzione locale, spesso a pochi isolati
Attributoristorante vegano firenze1.600una preferenza che esclude la concorrenza sbagliata
Attributo, molto strettoristoranti senza glutine firenze1.000poche persone, quasi nessuna concorrenza
Linguarestaurants in florence5.400turisti, studenti, gente venuta per lavoro

Il mercato delle zone merita una nota, perché è quello dove ci siamo fermati. Abbiamo provato un'estrazione per quartieri fiorentini e l'abbiamo scartata: «Santa Croce», «Santo Spirito» e «San Frediano» sono anche nomi di località in altre regioni, e il file che torna mescola città diverse. Non pubblichiamo nessun numero per quartiere, e chi ve ne mostra uno dovrebbe spiegare come ha ripulito l'elenco.

Un muro di intonaco crepato in luce calda, con macchie di sole filtrate attraverso il fogliame
Cinque mercati sulla stessa parete. Da lontano sembra una superficie sola; da vicino sono cinque cose diverse.

Fase 0: che cosa significa «conversione» per un ristorante

Una conversione è l'azione misurabile che vuoi far compiere a chi vede l'annuncio. Sembra una definizione da manuale, ma per un ristorante è una decisione di impresa: le azioni possibili sono diverse e non valgono uguale.

  • Telefonata. Porta a una prenotazione, quindi a un tavolo occupato a un'ora che puoi pianificare.
  • Prenotazione online. Stesso valore, meno lavoro per la sala, ma serve un sistema che non cada il venerdì sera.
  • Indicazioni stradali. La persona si sta già muovendo; l'intenzione è più forte di qualunque clic.
  • Ordine da asporto o consegna. L'unica che si chiude del tutto online e l'unica con un valore in euro.
  • Visualizzazione del menù. Non è una conversione. Utile come indicatore, dannosa come obiettivo.

La scelta non è «prendiamole tutte». Se tratti la visualizzazione del menù come una prenotazione, qualsiasi sistema automatico comprerà persone che guardano e se ne vanno, perché sono più numerose e costano meno. Quello che chiami conversione diventa, qualche settimana dopo, quello che compri.

Fase 1 e 2: il sito regge, e la misurazione viene prima

Il traffico a pagamento non aggiusta un sito debole, lo espone. Il controllo è breve e puoi farlo anche da solo: si apre in pochi secondi sul telefono con la rete mobile, il menù è testo sulla pagina e non un PDF da scaricare, il numero è cliccabile nel primo schermo, gli orari sono giusti anche per le feste, le foto sono del locale e non di un archivio.

Se qualcosa manca e non si può sistemare con il budget disponibile, esiste una strada che pochi propongono perché è lavoro: si costruisce una sola pagina dedicata, veloce, scritta per una sola azione e misurabile per intero. Il sito resta dov'è. Costa meno di un rifacimento e si può partire in giorni.

Poi si installa la misurazione, e si installa prima di comprare il primo clic. Non è una preferenza, è una condizione: quello che non è stato misurato non si recupera a posteriori. Si parla di segnali di conversione e di pubblici, non di «cookie»: dopo il funzionamento attuale del consenso, quello che arriva nell'account non è più un elenco di visitatori ma un segnale aggregato, in parte stimato.

Un rettangolo di luce proiettato su una superficie bianca al buio, con le ombre delle sbarre di una finestra disegnate dentro
La misurazione non ti mostra l'oggetto, ti mostra la sua ombra. È molto più di niente e molto meno della verità.

Quando parti decide quanto spendi

La lezione più economica da applicare di tutto l'articolo: la stessa campagna, avviata in due mesi diversi, compra due mercati di dimensioni diverse.

02 · La stagione

La domanda italiana per i ristoranti fiorentini tocca il minimo a luglio

Dodici mesi della stessa parola chiave. Il picco è a novembre e dicembre; il minimo è in piena estate, quando la città è più piena di gente. Non è un errore dello strumento.

27.100il picco, a novembre e dicembre
8.100il minimo, a luglio
×3,3il rapporto fra i due
010.00020.00030.000agoottdicfebaprgiulug8.100

Fonte: stime Google Keyword Planner, estratte manualmente da Cittago dall'interfaccia web di Google Ads; Firenze, 5 settembre 2026; finestra agosto 2025 – luglio 2026 · cittago.com

La domanda italiana per i ristoranti fiorentini tocca il minimo a luglio
ricerche al mese
ago18.100
set18.100
ott22.200
nov27.100
dic27.100
gen22.200
feb27.100
mar22.200
apr14.800
mag14.800
giu9.900
lug8.100
La parola chiave è «ristoranti firenze». Misura la lingua della ricerca, non la nazionalità di chi cerca: anche un turista che parla italiano finisce in questa riga.

Da 27.100 ricerche a novembre a 8.100 a luglio: un rapporto di 3,3. Il costo per clic non scende in proporzione, perché a scendere è la domanda, non l'asta. Chi lancia una campagna sulla categoria in italiano a luglio paga più o meno lo stesso e compra un terzo del mercato.

Ed è qui che i due calendari del primo grafico diventano operativi invece che curiosi: i mesi deboli di una lingua sono i mesi forti dell'altra. Un ristorante fiorentino che parla a entrambe non ha una bassa stagione pubblicitaria, ne ha due mezze.

Una terrazza vuota con tavolini bianchi, sedie da bistrot e piante in vaso, fotografata senza persone
Lo stesso spazio, a due mesi di distanza, si compra a due prezzi di mercato molto diversi.

Fase 5: si parte dalla ricerca, e si parte dal marchio

La prima campagna sta sulla rete di ricerca, per tre motivi che non hanno niente a che vedere con le mode: vedi che cosa ha scritto la persona, controlli che cosa compri, e scopri quali ricerche producono azioni vere.

La domanda di marchio si tratta in una campagna separata. È la più economica, ha il tasso di azione più alto, e se la mescoli con la domanda generica ti farà sembrare ottime le medie senza dirti più niente sul resto. È il modo più comune in cui un report è bello e non significa nulla.

Fase 6: quando entra Performance Max

Qui si danno più risposte inventate che altrove, quindi siamo andati alla fonte. Il 5 settembre 2026 abbiamo letto le pagine ufficiali di Google Ads sulle due strategie automatiche, in inglese, italiano e romeno, cercando quali soglie pubblichino.

La pagina sul ROAS target contiene un elenco di requisiti per tipo di campagna. Ha sette righe: rete di ricerca e Shopping, display, app, Demand Gen, video per azione, hotel, viaggi. Ognuna con una soglia scritta, in conversioni e giorni. Performance Max non è nell'elenco — né in inglese, né in italiano, né in romeno, benché il nome del prodotto compaia sette volte sulla stessa pagina in altri contesti.

«Campagne sulla rete di ricerca e Shopping: almeno 15 conversioni negli ultimi 30 giorni a livello di monitoraggio delle conversioni.»

Quindi per la rete di ricerca una soglia pubblicata esiste, ed è di 15 conversioni in 30 giorni; per Performance Max non ce n'è nessuna. Qualsiasi numero ti venga presentato come «il minimo per PMax» è una convenzione professionale, non un requisito della piattaforma. Può essere una buona convenzione. Non è una regola.

La regola utile non è un numero ma un insieme di condizioni: la misurazione registra la cosa giusta, le conversioni sono costanti da una settimana all'altra, e sono abbastanza perché le differenze non siano rumore. Prima di allora l'automazione ottimizza su dati di cui non ti puoi fidare, e il risultato è una campagna che sembra imparare e in realtà insegue un caso.

Fase 7: CPA target e ROAS target, la differenza che conta

Le due strategie vengono confuse di continuo, e la differenza decide che tipo di cliente compri. La documentazione italiana, letta il 5 settembre 2026, le definisce così:

«Le offerte basate su CPA target sono una strategia di offerta automatica che imposta le offerte in modo da farti ottenere il maggior numero possibile di conversioni o azioni dei clienti.»

Cioè: più azioni, a un costo medio accettabile, e tutte le azioni contano uguale. Per un ristorante che vuole prenotazioni, di solito è la scelta giusta.

Il ROAS target è un'altra cosa. La stessa pagina spiega che la strategia stima il valore di una conversione potenziale a ogni ricerca e offre di più dove il valore stimato è alto: più valore rispetto alla spesa. Per funzionare ha bisogno di valori veri attaccati alle conversioni, non solo del loro numero. Un ristorante senza ordini online con importi dentro non ha niente da darle.

Un dettaglio che sta cambiando adesso

Le stesse pagine portano, in tutte e tre le lingue che abbiamo letto, una nota: da giugno 2026 Google Ads cambia le etichette delle strategie. «Massimizza le conversioni con un CPA target» diventa «CPA target», e la versione a valore diventa «ROAS target». Il comportamento resta lo stesso, dice la nota. Se nel pannello vedi un nome e nelle guide un altro, la spiegazione è questa.

C'è poi una frase che smentisce una convinzione diffusa: si può partire con il CPA target senza cronologia delle conversioni. Il numero 30 che hai sentito esiste nella documentazione, ma è una raccomandazione per valutare il rendimento su 30 giorni, non una condizione per iniziare. Sono due cose diverse, e la confusione fra le due ha rimandato molte campagne per niente.

Il glossario minimo, con le parole della documentazione
TermineChe cosa significa qui
ConversioneL'azione misurabile che hai definito come valore: telefonata, prenotazione, indicazioni, ordine.
Segnale di conversioneQuello che arriva nell'account dopo il consenso: in parte misurato, in parte stimato.
CPA targetStrategia automatica che cerca più azioni possibili a un costo medio che imposti tu.
ROAS targetStrategia automatica che cerca valore invece che numero; richiede valori veri sulle conversioni.
Performance MaxIl tipo di campagna che pubblica su tutte le superfici Google insieme, con poco controllo su ciascuna.
Fascia d'astaLa stima pubblicata dal Keyword Planner per la parte alta della pagina; non è una fattura.

Fase 8: quanto vale un cliente, non quanto costa un coperto

Un ristorante non vive di pasti singoli, vive di persone che tornano. Questo cambia tutta l'aritmetica, ed è il punto in cui la maggior parte delle discussioni sul budget si arena, perché si confronta il costo di un clic con il prezzo di un piatto.

Il confronto giusto è un altro: quanto ti costa acquisire un cliente nuovo, rispetto a quanto quel cliente spende da te in un anno. Un clic che porta una persona che torna ogni mese si ammortizza in modo diverso da uno che porta un turista una volta sola — e sono entrambi clienti buoni, valgono solo cifre diverse e si comprano a prezzi diversi.

Esempio ipotetico

Cifre inventate per far vedere il meccanismo, non dati di un cliente. Metti che da venti clic esca una visita e che un clic costi mezzo euro: una visita costa dieci euro di pubblicità. Se la persona viene una volta e spende venticinque, hai guadagnato poco. Se torna quattro volte nell'anno, gli stessi dieci euro ne hanno comprati cento. Stessa campagna, stesso costo, due verdetti opposti — e la differenza non si vede nel pannello, si vede in sala.

Fase 9: quando Google Ads è l'investimento sbagliato

Questa fase c'è in ogni articolo che scriviamo sulla pubblicità, perché è l'unica che non finisce con «parliamone». Sono quattro le situazioni in cui la risposta onesta è no.

  1. Il sito non si può sistemare e nemmeno sostituire con una pagina dedicata. Senza una destinazione che converte, il budget compra visite che si chiudono.
  2. Il margine non regge il costo di acquisizione. Se sui tuoi termini il clic parte da qualche decina di centesimi e non hai modo di far tornare la persona, l'aritmetica di sopra non si chiude mai.
  3. Non esiste ancora domanda di marchio e non c'è modo di crearla. Un locale aperto da tre settimane ha altro da risolvere prima: dare motivi perché qualcuno cerchi il suo nome.
  4. Il problema è altrove. Personale insufficiente il venerdì sera, orari sbagliati, recensioni che descrivono un'esperienza che non vuoi amplificare.

Dove sei tu, in tre soglie

Non una conclusione: un modo per capire in quale dei tre casi ti trovi adesso.

  1. Non hai definito che cosa è una conversione. Allora non hai un problema di campagna, hai un problema di decisione, e si risolve in un'ora di conversazione.
  2. L'hai definita ma non si misura. Allora la priorità è la misurazione, e ogni euro speso finché non funziona è un euro da cui non impari niente.
  3. Si misura e hai già qualche settimana di dati. Allora la domanda non è più «alziamo il budget?», ma su quale dei cinque mercati lo alziamo e in che mese. Qui serve qualcuno che si occupi di gestione campagne Google Ads a Firenze — o chiunque altro, purché risponda a questa domanda prima di darti una cifra. Chi è ancora alla prima soglia non ha bisogno di nessuno per ora.

Se vuoi vedere come appare tutto questo su un caso reale, con i numeri e con la parte che non ha funzionato, ci sono i casi studio: sono più utili di qualsiasi pagina di servizi, compresa la nostra.

I volumi qui sopra li riestraiamo periodicamente, e la prossima stagione cambierà i due calendari più di qualsiasi altra cosa. Ne riparliamo fra tre o sei mesi 😉

Domande che nessuno ci ha ancora fatto

Alcune ce le siamo poste noi leggendo la documentazione, altre sono quelle che arrivano di solito nella seconda settimana di campagna.

Serve un numero minimo di conversioni per avviare Performance Max?

Google non pubblica nessuna soglia per Performance Max. Sulla pagina del ROAS target, letta il 5 settembre 2026 in inglese, italiano e romeno, sono elencati sette tipi di campagna con una soglia, e Performance Max non è fra questi. Qualsiasi numero che senti è una convenzione professionale, non un requisito.

Qual è la differenza fra CPA target e ROAS target?

Il primo cerca il maggior numero di azioni a un costo medio che imposti tu, trattandole tutte allo stesso modo. Il secondo cerca valore: stima quanto vale una conversione potenziale a ogni ricerca e offre di più dove la stima è alta. Richiede valori veri sulle conversioni, quindi di solito ordini online con un importo.

In che mese conviene lanciare la campagna a Firenze?

Dipende dalla lingua a cui parli. «ristoranti firenze» tocca il massimo a novembre e dicembre con 27.100 ricerche mensili e il minimo a luglio con 8.100; «best restaurants florence» fa il contrario, 33.100 ad agosto e 12.100 a dicembre. Dalla nostra estrazione dal Keyword Planner del 5 settembre 2026.

Perché non pubblicate numeri per quartiere di Firenze?

Perché l'estrazione per quartieri è inutilizzabile: «Santa Croce», «Santo Spirito» e «San Frediano» sono anche nomi di località in altre regioni, e il file che torna mescola città diverse. Meglio dire che non pubblichiamo un dato che pubblicarne uno sporco.

Posso partire senza il monitoraggio delle conversioni e aggiungerlo dopo?

Puoi, ma perdi definitivamente il periodo precedente: i dati non misurati non si recuperano a posteriori, e qualsiasi strategia automatica successiva partirà con una cronologia più corta. È l'unica fase in cui la fretta costa esattamente quanto hai risparmiato.

La visualizzazione del menù è una conversione?

No. È un indicatore utile, ma se la chiami conversione qualsiasi sistema automatico comprerà persone che guardano e se ne vanno, perché sono più numerose e costano meno di chi prenota. Quello che chiami conversione diventa, dopo qualche settimana, quello che compri.

Conviene fare offerte sul nome del proprio locale?

Di solito sì, ed è il traffico più economico dell'account, perché la persona è già stata convinta da qualcun altro. Va tenuto in una campagna separata, altrimenti alza le medie e non puoi più leggere il rendimento del resto.

Quanto tempo serve prima di vedere risultati?

I primi clic arrivano il primo giorno. I primi dati affidabili dopo qualche settimana di misurazione corretta, perché servono abbastanza azioni perché le differenze fra settimane non siano rumore. La documentazione Google consiglia di valutare su periodi con almeno 30 conversioni: è un metodo di lettura, non una promessa di tempi.

I numeri sul costo per clic sono quello che pagherò io?

No. Sono fasce d'asta per la parte alta della pagina pubblicate dal Keyword Planner: una stima del mercato su quel termine, non una fattura. Quello che paghi dipende dalla qualità dell'annuncio, dalla pagina di destinazione e da chi altro fa offerte quel giorno.

Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2026. I volumi vengono dalla nostra estrazione dal Keyword Planner di quella data, sulla finestra agosto 2025 – luglio 2026; le citazioni dalla documentazione Google sono state verificate lo stesso giorno in inglese, italiano e romeno. Aggiorniamo la pagina quando qualcosa cambia.

Fonti: Google Ads: offerte basate su CPA target · Google Ads: offerte basate sul ROAS target · Google Ads: informazioni su Performance Max · Google Ads: monitoraggio delle conversioni · Google Ads: Strumento di pianificazione delle parole chiave

Analisi gratuita

Hai già una campagna e non sai che cosa compri?

Mezz'ora per guardare insieme che cosa è stato definito come conversione, su quale mercato stai spendendo adesso e che cosa cambierebbe a spostarlo.

Cosa dicono i clienti

Scelti dalle persone che hanno firmato gli assegni.

5.0★★★★★21 recensioni su Google
★★★★★
Collaboriamo da oltre 11 anni sia su siti web di presentazione che su progetti complessi. Siamo sempre tornati ai servizi offerti da Cittago, grazie alla professionalità, alla cortesia e alle soluzioni innovative proposte. Grazie per la vostra collaborazione!
Aurelia Campean2 years ago
★★★★★
Sono molto soddisfatto della collaborazione con Cittago. È andato tutto in modo professionale, le scadenze sono state rispettate e il risultato è stato all’altezza delle aspettative. Consiglio vivamente!
Cristea Christian4 days ago
★★★★★
5* per la qualità del servizio, la prontezza e la serietà. Grazie, Paul!
Budurlean Crina5 days ago
★★★★★
Avevamo le baite e il panorama, ma Cittago ci ha dato la “reception” digitale perfetta. Ci hanno creato un sito premium, velocissimo, che gestisce tutto da solo: calendario live, fatturazione automatica e pagamenti con carta (solo 1% di commissione invece del 15–20% delle piattaforme). La parte migliore? Lo modifichiamo noi stessi in pochi minuti, senza dipendere da nessuno. E Paul è semplicemente incredibile per questo settore! Il calore, il rispetto e l’attenzione ai dettagli con cui spiega assolutamente tutto ti fanno capire perfettamente i servizi offerti. Da non perdere è la disponibilità che Paul dimostra quando hai una domanda. Sinceramente, raramente ho avuto a che fare con un’azienda così professionale e dedicata.
Viorica Pop5 days ago
★★★★★
Team serio e veloce. Ci hanno costruito il sito BarBox da zero, con un look cinematografico che ci rappresenta perfettamente, più SEO locale così le persone a Cluj possono trovarci. Comunicazione semplice, zero complicazioni. 5 stelle meritate.
tudor j6 days ago
★★★★★
Ho avuto il piacere di collaborare con Cittago per la realizzazione di un sito web per un progetto che sto sviluppando insieme ad alcuni amici, e non potrei essere più soddisfatto del risultato. Dall'inizio alla fine hanno dimostrato una professionalità, una creatività e una competenza tecnica eccezionali. Innanzitutto, la comunicazione durante tutto il progetto è stata straordinaria. Si sono presi il tempo di ascoltare le nostre idee e i nostri obiettivi, traducendoli in un sito web visivamente splendido e altamente funzionale che rappresenta perfettamente il nostro prodotto. Siamo stati tenuti aggiornati in ogni fase dello sviluppo e sono sempre stati rapidi nel rispondere a ogni mia domanda o dubbio. Ciò che distingue Cittago è la dedizione con cui garantisce risultati. Hanno fatto molto di più del previsto per assicurarsi che il nostro sito rispondesse a tutte le nostre esigenze e obiettivi. Ci hanno persino offerto suggerimenti e spunti preziosi che hanno migliorato l'intero progetto. Consiglio Cittago con tutto il cuore a chiunque cerchi un'agenzia digitale che unisca creatività, competenza tecnica e un servizio clienti eccezionale. Grazie Paul per l'ottimo lavoro!
Bochiş Răzvan2 years ago
★★★★★
Grazie Paul per tutta la professionalità che dimostri, per tutta la pazienza e tutto l'aiuto che mi dai. Consiglio vivamente!
Daniela Pasc2 years ago
★★★★★
La collaborazione che ho avuto sin dall'inizio, ovvero da diversi anni, con Cittago è un vero piacere! Mi sono rivolta a Paul per ricostruire il sito web di una piccola clinica dentistica e sono estremamente soddisfatta della collaborazione. Paul si occupa tuttora del sito. La prontezza con cui mi risponde, la pazienza con cui mi spiega tutto ciò che non capisco (e sono tante cose, credetemi 😂🙈), il suo massimo coinvolgimento e la voglia di dare il meglio mi hanno sempre aiutata e mi hanno dato tanta fiducia in lui. C'è sempre quando ho bisogno. Molto professionale! E il rapporto qualità-prezzo è imbattibile. Consiglio Paul con fiducia, se cercate qualcuno che metta davvero il cuore in ciò che fa e dia il massimo!
Daniela Chis2 years ago
★★★★★
Ho avuto il piacere di collaborare con Paul e Cittago su diversi siti web. Dalla discussione iniziale fino al lancio del sito, sono rimasta colpita dalla loro professionalità, competenza e dedizione nel creare un prodotto eccezionale da lanciare online, di cui possiamo essere tutti orgogliosi. Paul si è preso il tempo di capire davvero cosa volevo, cosa significava il mio brand, chi era il mio pubblico di riferimento e quali erano i miei obiettivi. Grazie alle sue conoscenze è riuscito a creare un sito web intuitivo, esteticamente bellissimo e responsive (sia su mobile che su desktop) che comunica molto bene i servizi e i prodotti che offriamo. Il sito non solo è splendido, ma funziona altrettanto bene. Durante tutto il processo Paul è stato ricettivo ai feedback e ha risposto con pazienza a tutte le richieste che avevo. Abbiamo apprezzato la sua vasta conoscenza (sulla creazione di siti web, SEO, integrazione con i social media, esperienza visiva), la sua competenza nell'applicarla, la sua pazienza, la trasparenza e la sua capacità di portare a termine con successo un progetto del genere, cosa per noi molto importante. Per questi motivi consiglio vivamente questa azienda e i servizi che offre.
Aissa Suciu2 years ago
·Primo disegno — quando è apparso qualcosa·Risposta del server — prima che potesse caricarsi qualcosa·Pagina pronta — quando hai potuto interagire
Pagina caricata in ·