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SEO e ricerca AI16 min di lettura09/08/2026

llms.txt funziona? 4 richieste in 23 ore, zero AI

Vuoi farti citare da ChatGPT e da Perplexity. Ti hanno detto che serve un file alla radice del sito. Stamattina ho guardato chi lo scarica davvero: quattro richieste in 23 ore, tre delle quali mie, da terminale, mentre scrivevo questo articolo.

Primo piano di una lavagna bianca da ufficio con una scritta a pennarello nero in stampatello, IF_LLM_MODE, e sotto, in corsivo, un punto elenco e get-request_body con le parentesi
Uno standard sembra serio su una lavagna quanto in una specifica. La differenza la fa chi lo legge dopo.
In breve

La domanda vera. Non è „devo mettere llms.txt”, è „come faccio a essere citato dalle AI”. Sono due cose diverse, e la seconda non si risolve con la prima: Google scrive nella propria documentazione che il file lo ignora, e sul nostro dominio, in 23 ore e 19.489 richieste, /llms.txt è stato chiesto quattro volte e mai da un crawler AI.

Per chi non è questo articolo. Se hai già un llms.txt che si genera da solo e non ti costa niente, qui non troverai motivi per toglierlo. Il nostro è ancora lì. È per chi sta per pagare qualcuno perché glielo faccia, o glielo „ottimizzi”.

Perché vale la lettura. Perché il 7 agosto un consulente britannico ha pubblicato un esperimento che smonta, con la faccia seria, tutte e quattro le argomentazioni con cui si dimostra di solito che llms.txt funziona. Ha inventato uno standard falso sui gatti d'ufficio. Le ha superate tutte.

  • Che cosa ha scritto Google sul file, citato per intero.
  • La nostra tabella completa: chi chiede robots.txt, chi chiede sitemap.xml, chi chiede llms.txt.
  • Lo studio su 137.210 domini e la riga che nessuno cita.
  • Il comando che risponde alla domanda sul tuo sito, in dieci minuti.

Chi arriva qui di solito ha una domanda commerciale, non tecnica: come faccio a comparire quando qualcuno chiede a ChatGPT chi fa il mio mestiere. La risposta che circola da un anno è „metti un llms.txt”. È la risposta sbagliata, e adesso ci sono tre modi indipendenti per dimostrarlo.

Facciamo ottimizzazione per la ricerca AI — è letteralmente metà di quello che vendiamo. Quindi questo articolo non ci conviene. Lo pubblichiamo lo stesso, perché l'alternativa è lasciare che qualcuno paghi per un file di testo.

La domanda vera non è quella sul file

Le tre prove, in ordine di peso e non di scoperta:

  1. Google scrive nella propria documentazione che la Ricerca ignora il file. Non „non commentiamo”. Ignora.
  2. Il più grande studio pubblico sui log, su 137.210 domini, ha trovato che il 97% di questi file non ha ricevuto nessuna richiesta in un mese intero.
  3. Il nostro dominio, misurato direttamente: quattro richieste in 23 ore, nessuna da un crawler AI, mentre gli stessi crawler stavano leggendo robots.txt e sitemap.xml.

Nessuna delle tre dimostra che il file non conterà mai. Potrebbe. Dimostrano che oggi, per gli assistenti che compongono le risposte in cui vuoi comparire, non fa niente di misurabile.

Che cos'è llms.txt

llms.txt è un file di testo proposto nel 2024, collocato alla radice di un sito, che elenca in forma semplificata le pagine importanti del sito, con l'idea che i modelli linguistici lo leggano invece di navigare tutto il sito.

Non è uno standard adottato da nessuno e non esiste un organismo che lo amministri. È una proposta che ha attecchito nel marketing perché suona logica ed è facile da implementare — due qualità che, insieme, producono i miti più resistenti.

Il nostro è una lista di link con una descrizione di una riga ciascuno, rigenerata a ogni pubblicazione. Pesa 12.583 byte. Non ci è costato nulla oltre al codice che lo scrive.

Cosa dice Google, per iscritto

È il fatto più solido di tutta la questione, e arriva dall'unica azienda che avrebbe avuto qualcosa da guadagnare restando vaga. Nella guida ufficiale all'ottimizzazione per le funzioni generative, Google scrive:

You don’t need to create new machine readable files, AI text files, markup, or Markdown to appear in Google Search (including its generative AI capabilities), as Google Search itself doesn’t use them.

E poi, nominando il file: „It’s completely fine if you decide to create and maintain LLMS.txt files (or other similar files) for other services or systems that use these files. Doing so will neither harm nor help your site’s visibility or rankings in Google Search, as Google Search ignores them.”

Attenzione a cosa chiude e cosa no. Chiude la Ricerca Google, comprese le AI Overviews e la modalità AI. Non dice niente su OpenAI, Anthropic o Perplexity. Abbiamo cercato una dichiarazione equivalente sui loro domini — un impegno pubblico che l'assistente legga il file nel momento in cui compone una risposta — e non l'abbiamo trovata. Non una smentita: un'assenza.

Prima ancora, John Mueller di Google l'aveva detto in modo più informale su Reddit, in un commento riportato il 2 giugno 2026: „I don’t think anyone knows – it’s purely speculative for now (the file has existed for years, yet none of the AI systems use it — what does it mean?).” La documentazione lo ha poi raggiunto.

L'altra sua frase in quello scambio è la più pratica dell'intero argomento: „all of this assumes that the most basic agentic optimization is in place, namely: don't block agents.” Un sito che blocca i crawler AI al firewall e ha un llms.txt impeccabile ha risolto il problema sbagliato. Noi eravamo esattamente in quella situazione fino a pochi giorni fa, e abbiamo pubblicato i numeri.

Cats.txt: lo standard inventato che supera tutte le prove

Cats.txt è uno standard falso, pubblicato nell'agosto 2026, con cui un consulente SEO britannico ha dichiarato i gatti d'ufficio di un'azienda — e ha mostrato che supera esattamente le stesse quattro prove usate per dimostrare che llms.txt funziona.

Il 7 agosto 2026 Search Engine Journal ha raccontato l'esperimento di Mark Williams-Cook, direttore dell'agenzia britannica Candour, con oltre vent'anni nella ricerca e fondatore di strumenti SEO come AlsoAsked. Abbiamo letto sia il resoconto di SEJ sia il suo post, da cui vengono le citazioni.

Il file dichiara i gatti di un'azienda: nome, ruolo, razza e un indice di affetto chiamato „PurrLevel”, da 0 a 10. Ha scritto una specifica dall'aria seria e l'ha annunciata su LinkedIn come „lo standard che mancava a SEO e GEO”. Un altro tecnico, Dave Smart, l'ha adottata sul proprio sito — „un adottante precoce di uno standard che avevo costruito perché fosse una sciocchezza”, scrive Williams-Cook.

Poi i risultati. I crawler hanno scaricato il file — PerplexityBot, GPTBot, ClaudeBot, Googlebot „e un contorno di crawler minori”. Google lo ha indicizzato e, parole sue, „ti offre perfino di rivendicarlo in Search Console e di ‘ottenere dati di indicizzazione e posizionamento’, con la faccia più seria del mondo”. ChatGPT ha restituito come fatti dettagli che esistevano solo in quel file. E a circa due settimane dal lancio, alla domanda se cats.txt aiuti, rispondeva:

Yes — cats.txt can potentially help you rank in both search engines and LLM-driven systems.

Le quattro „prove” e cosa dimostrano davvero

La „prova”Cosa dimostra in realtà
„I bot lo hanno scaricato”Che hai messo un file su internet. I crawler chiedono file alla radice dei domini per abitudine, non per adesione a uno standard
„Google lo ha indicizzato”Che è un documento di testo pubblico. Google indicizza i file di testo; questo non dice nulla sul loro effetto
„ChatGPT ha citato qualcosa che stava solo lì”Che il modello ha trovato la pagina tramite ricerca, come qualsiasi altra. Non che l'abbia usata come mappa del sito
„ChatGPT ha detto che aiuta”Che abbastanza persone hanno scritto su internet che aiuta. Un modello non valuta: fa la media di ciò che ha letto

Riformulazione dall'esperimento cats.txt di Mark Williams-Cook, pubblicato sul suo blog e riportato da Search Engine Journal il 7 agosto 2026.

La prima colonna è il test che applica la maggior parte dei case study del settore. La seconda è ciò che ne resta quando lo stesso test lo supera un file sui gatti.

Cosa abbiamo misurato, in 23 ore

I numeri vengono dall'API GraphQL di Cloudflare, che conserva il registro delle richieste della nostra zona. La finestra è di 23 ore perché sul piano gratuito la conservazione è di 24 e non volevamo toccarne il bordo. Richieste raggruppate per percorso e per user-agent, senza filtrare nulla in anticipo.

FileRichiesteServiteChi le ha fatte
/robots.txt9572ClaudeBot 11, YandexBot 10, MJ12bot 9, facebookexternalhit 7, PerplexityBot 4, Bytespider 4, Googlebot 3, AhrefsBot 3, SemrushBot 3, xAI-SearchBot 1, YouBot 1, ExaSearchBot 1, Claude-User 1, bingbot 1, il resto browser e scanner
/sitemap.xml2618ClaudeBot 11, AhrefsBot 7, Googlebot 2, bingbot 2, GPTBot 1 (respinto), il resto browser
/llms.txt44curl/8.14.1 3 (noi, dal nostro server), un browser mobile non identificabile 1
/llms-full.txt00nessuno

Fonte: Cloudflare GraphQL, httpRequestsAdaptiveGroups, zona cittago.com, finestra 8 agosto 2026 ore 08:13 UTC – 9 agosto 2026 ore 07:13 UTC. Totale richieste alla zona nella finestra: 19.489. „Servite” = risposta 200, 301, 302 o 304.

La riga con curl merita una frase a parte, perché è la cosa più esposta di tutto l'articolo: tre delle quattro richieste al nostro llms.txt nelle ultime 23 ore le ho fatte io, da tastiera, per controllare che il file fosse al suo posto prima di scriverne. Senza quelle, la tabella mostrerebbe una sola richiesta.

Misurazione · 9 agosto 2026

Gli stessi bot, lo stesso giorno, su due file diversi

ClaudeBot ha chiesto robots.txt 11 volte e sitemap.xml 11 volte. Non ha mai chiesto llms.txt. PerplexityBot ha chiesto robots.txt quattro volte e llms.txt zero volte. GPTBot ha tentato sitemap.xml una volta e non ha chiesto llms.txt.

Dal registro della zona robots.txt · ClaudeBot 11 · PerplexityBot 4 · Googlebot 3 · xAI-SearchBot 1 · Claude-User 1
sitemap.xml · ClaudeBot 11 · Googlebot 2 · bingbot 2 · GPTBot 1
llms.txt · crawler AI 0
i bot AI leggono il nostro sito, ma mai attraverso llms.txt

Il punto è questo. Non che i crawler AI ci ignorino: ci leggono, e si vede. È che leggono robots.txt e sitemap.xml, i due file che sono standard veri rispettivamente da trenta e venticinque anni. Il file proposto apposta per loro nel registro non compare.

Un dettaglio conta, per chi ha letto il nostro articolo sui crawler AI bloccati dal firewall: fino al 5 agosto il 79% delle richieste dei crawler AI veniva fermato prima di arrivare al sito. Questa misurazione è successiva a quella riparazione, a porte aperte. Non è quindi il caso in cui nessuno riesce a raggiungerci. Ci arrivano. Chiedono altri file.

Lo schermo di un portatile in una stanza buia con l'interfaccia di Perplexity aperta sulla domanda What do you want to know, una casella di testo e un pulsante Deep Research
Perplexity ha chiesto robots.txt quattro volte nel giorno misurato. llms.txt, zero.

Lo studio su 137.210 domini

La nostra misurazione è piccola. Ne esiste una molto più grande, con lo stesso metodo — log di server, non dichiarazioni.

Ahrefs ha pubblicato il 15 giugno 2026 un'analisi su 137.210 domini: il 28% (38.360) aveva un llms.txt valido, e il 97% di quei file non ha ricevuto nessuna richiesta nel mese di maggio 2026. I circa 1.100 domini che hanno ricevuto traffico hanno totalizzato in tutto circa 22.000 richieste.

La parte interessante non è la percentuale. È chi chiede il file quando qualcuno lo chiede. Ahrefs ha diviso le richieste in dodici categorie di bot:

Chi chiede llms.txtSul totale delle richieste
Strumenti di audit SEO21,7%
Non identificati14,9%
Crawler web generici13,1%
Strumenti di profilazione tecnica11,6%
Agenti AI e infrastruttura10,5%
Strumenti di audit GEO/AEO5,8%
Crawler AI di addestramento5,3%
Scanner dedicati a llms.txt3,6%
Bot di ricerca accademica2,7%
Assistenti AI2,5%
Bot AI di recupero1,1%

Fonte: Ahrefs, „We Analyzed 137K Sites: 97% of llms.txt Files Never Get Read”, pubblicato il 15 giugno 2026 da Louise Linehan e Xibeijia Guan. Le categorie AI sommate fanno 19,5%. Il resto fino a 100% sono bot umani e social.

Leggi la tabella dall'alto e trovi una cosa che in nessuna presentazione sul GEO compare: la categoria che scarica di più llms.txt sono gli strumenti di audit SEO, al 21,7%. E la categoria „assistenti AI” — cioè proprio i programmi che compongono la risposta in cui vuoi comparire — fa 2,5%. Oltre il 12% delle richieste arriva dal settore che verifica il fenomeno: strumenti di audit GEO, scanner dedicati e bot di ricerca. Buona parte dell'attività intorno al file è il settore che guarda sé stesso.

Un secondo studio, più piccolo ma nella stessa direzione: EZY Research ha seguito 83 siti per dodici settimane, dal 27 aprile al 19 luglio 2026, contando GPTBot a 3.990 richieste di robots.txt contro 7 di llms.txt; ClaudeBot 3.120 contro 9; PerplexityBot 775 contro 0; Googlebot 5.125 contro 67. La riga che vale la pena includere perché ci contraddice: Meta-ExternalAgent ha chiesto llms.txt più spesso di robots.txt — 193 contro 172. Almeno un agente lo legge davvero.

Due mani reggono uno smartphone nero con ChatGPT aperto nel browser sulla schermata di nuova chat, tre esempi di domande elencati sotto e l'indicatore della batteria al 37 per cento
Chiedi a un modello se un file aiuta e ti restituisce quello che internet ha scritto in proposito. Anche su un file inventato due settimane fa.

Il problema della convergenza: perché ChatGPT ti dà ragione

La parte più utile dell'esperimento cats.txt non è la battuta, è la spiegazione.

Quando chiedi a un modello se llms.txt aiuta, quello non fa un esperimento. Non può. Restituisce la forma media di ciò che ha letto sull'argomento — migliaia di articoli e presentazioni commerciali scritti da persone che danno già per scontata la risposta. Il modello ti riflette indietro il consenso, con sicurezza.

La prova che succede esattamente questo: dopo che internet ha capito che cats.txt era uno scherzo, le risposte dei modelli sono cambiate e hanno cominciato a identificarlo correttamente come satira. Non perché abbiano ragionato meglio. Perché è cambiato il testo intorno.

La conseguenza per chiunque verifichi le proprie idee chiedendo a un assistente: un modello ti conferma quello che crede internet, non quello che è vero. Sugli argomenti dove internet ha ragione è uno strumento ottimo. Su quelli dove un settore si è auto-convinto, ti restituisce l'auto-convinzione, ben formulata.

Cosa non dicono questi dati

Cosa si potrebbe capireCosa dicono davvero i dati
„llms.txt non conterà mai”Non è dimostrabile. Misuriamo il presente: in 23 ore, sulla nostra zona, nessun crawler AI lo ha chiesto
„Nessuno strumento AI lo legge”Falso. Meta-ExternalAgent lo ha chiesto più di robots.txt nello studio EZY, e il 19,5% delle richieste nei dati Ahrefs viene da categorie AI. I framework di agenti e le integrazioni MCP lo usano
„La vostra misurazione è conclusiva”È una finestra di 23 ore su un sito piccolo. Il suo valore è che si può ripetere, non che sia definitiva
„Togliete llms.txt dal sito”Non l'abbiamo tolto e non lo consigliamo. Costa zero e non rompe niente. Il discorso è su quanto lo paghi
„Google ha detto che non lo usa nessuno”Google ha detto che la Ricerca Google lo ignora. Non è la stessa affermazione e non copre gli altri fornitori

Perché il nostro lo teniamo lo stesso

Perché costa zero. Si rigenera a ogni pubblicazione, dallo stesso contenuto da cui si genera la sitemap. Niente da mantenere, niente da pagare, nessun tempo consumato.

Se domani un sistema comincia a leggerlo, ce l'abbiamo. Se no, abbiamo speso dodici kilobyte. È l'unico rapporto costo-beneficio in cui una cosa non dimostrata vale la pena di essere tenuta: quando il costo è letteralmente zero.

Quello che non faremmo mai: venderlo come servizio, metterlo in un preventivo come voce di valore, o fatturare ore di „ottimizzazione del file llms.txt”. La frase che riassume tutto è di Williams-Cook:

Every hour, and every dollar spent implementing llms.txt, or the next GEO ritual, or the one after that, is an hour and a dollar not spent on something you actually know has value.

Cosa conviene fare per farsi citare dalle AI

La domanda giusta non è „che file metto”, è „perché un modello dovrebbe avere motivo di nominarmi”. L'ordine in cui lavoriamo noi, da ciò che cambia di più a ciò che cambia di meno:

  1. Non bloccare gli agenti. Verifica nel log chi ti raggiunge davvero e chi riceve un 403. Da noi il 79% dei crawler AI veniva fermato senza che nessuno l'avesse deciso. È la riparazione più economica con l'effetto più grande, e quasi nessuno la controlla.
  2. Farsi nominare altrove. I modelli compongono le risposte da fonti che considerano affidabili. La maggior parte non è il tuo sito: sono directory di settore, comparatori, stampa specializzata, discussioni. Qui sta la leva vera, ed è lavoro lento.
  3. Rispondere alla domanda letterale in modo letterale. Se la pagina non contiene la frase che risponde alla domanda, non c'è niente da citare. Vale da dieci anni per gli snippet di Google e vale adesso per gli assistenti. La guida passo passo è come farsi citare dalla ricerca AI.
  4. Struttura pulita e dati corretti. Marcatura valida, titoli che dicono di cosa si parla, dati di contatto coerenti ovunque. Non è magia, è igiene.
  5. Un file di testo alla radice. Ultimo della lista, perché è lì che sta.

Sulla differenza tra l'ottimizzazione classica e quella per gli assistenti abbiamo scritto il primo articolo di questo sito, il 12 luglio 2026: GEO contro SEO. Il lavoro deliberato sull'argomento, da noi, è cominciato il 27 luglio. Siamo a qualche settimana, non a qualche anno, e lo diciamo ogni volta.

Come verificarlo da solo, in dieci minuti

Non serve Cloudflare. Serve accesso ai log del tuo server — oppure al pannello di statistiche dell'hosting, che quasi sicuramente ha un report dei file richiesti.

Con accesso a un terminale sul server, tre comandi:

# quante volte è stato chiesto ogni file, dal log di accesso
grep -c "GET /llms.txt" access.log
grep -c "GET /robots.txt" access.log

# chi ha chiesto llms.txt, con lo user-agent
grep "GET /llms.txt" access.log | awk -F'"' '{print $6}' | sort | uniq -c | sort -rn

Su Cloudflare la stessa informazione sta nell'API GraphQL, raggruppando httpRequestsAdaptiveGroups per clientRequestPath e userAgent. Sul piano gratuito hai una finestra di 24 ore, sufficiente per vedere la forma.

Cosa cerchi: il rapporto tra le richieste di robots.txt e quelle di llms.txt, e se tra le seconde compare un nome di crawler AI. Se trovi qualcosa di diverso da quello che abbiamo trovato noi, ci interessa davvero — è il tipo di dato che manca a tutto questo argomento.

Le parole, in tabella

TermineChe cosa vuol dire, in breve
llms.txtFile di testo proposto nel 2024, alla radice del sito, con l'elenco delle pagine importanti, destinato ai modelli linguistici. Non adottato da nessun motore
robots.txtFile standard dal 1994 con cui dici ai crawler cosa possono accedere. Lo leggono tutti
CrawlerProgramma che scarica pagine dai siti. GPTBot, ClaudeBot, PerplexityBot e Googlebot sono crawler
User-agentIl nome con cui un programma si presenta quando chiede una pagina. Compare nel log del server
GEOOttimizzare i contenuti per essere usati nelle risposte degli assistenti AI. Le superfici hanno circa diciotto mesi
Problema della convergenzaUn modello riflette il consenso dei testi che ha letto, non il risultato di un test

Dove ti trovi, in tre soglie

  1. Non hai un llms.txt e non ci hai mai pensato. Non hai perso niente di misurabile. Controlla invece se il tuo firewall lascia entrare i crawler AI — è lì che si perdono cose vere.
  2. Ne hai uno, generato in automatico, che non ti costa niente. Esattamente come noi. Lascialo lì e dimenticalo. Non ottimizzarlo, non estenderlo, non dedicargli tempo.
  3. Qualcuno ti chiede soldi per farlo o per „ottimizzarlo”. Chiedi la misurazione: quante richieste ha ricevuto il file, da chi, in quale finestra. Se non ha il log, non ha la prova: ha una convinzione.

Se vuoi una risposta sul tuo caso, con il log sul tavolo e senza file magici, è quello che facciamo nell'ottimizzazione SEO e per la ricerca AI. La prima chiacchierata è gratuita e non ha copione.

Domande che nessuno ci ha ancora fatto

L'articolo è scritto il giorno in cui abbiamo fatto la misurazione, quindi nessuno ha fatto in tempo a chiederci niente. Le domande qui sotto sono quelle che avrebbe chi legge, più quelle che tornano comunque nelle conversazioni vere con i clienti quando si arriva alla visibilità nelle AI.

Devo togliere llms.txt dal sito?

No. Non rompe niente e, se si genera da solo, non costa niente. Il nostro l'abbiamo tenuto.

L'unica cosa che diciamo è: non pagarlo, e non metterlo nel report mensile come risultato.

Quindi il GEO è una presa in giro?

No. Che un file di testo non funzioni non vuol dire che la visibilità nelle risposte AI non esista. Esiste e si misura: noi la seguiamo in Search Console e nel log del server.

La presa in giro è l'idea che si risolva con una spunta tecnica. Si risolve con quello che hai scritto, con dove vieni nominato e con il fatto di lasciare entrare gli agenti.

Come capisco se sto bloccando i crawler AI?

Guardi nel log del server o nel pannello del firewall i codici di risposta per gli user-agent noti: GPTBot, ClaudeBot, PerplexityBot, ChatGPT-User. Se vedi dei 403, li stai bloccando.

Da noi il 79% veniva fermato senza che nessuno l'avesse deciso esplicitamente. Tutto il metodo è nell'articolo sui crawler AI bloccati.

Le query strane in Search Console dipendono da llms.txt?

No. Sono ricerche scritte da assistenti AI che lavorano sul tuo argomento, e compaiono che tu abbia il file o no. Le abbiamo anche noi: 42 su 223 in 28 giorni.

Per dimostrare un nesso servirebbe un periodo senza il file, alle stesse condizioni. Nessuno lo pubblica.

Perché Meta lo legge e gli altri no?

Non lo sappiamo, e non abbiamo trovato una spiegazione pubblica di Meta. Il dato EZY è chiaro — 193 richieste di llms.txt contro 172 di robots.txt — ma il motivo non è documentato.

Un'ipotesi ragionevole è che un agente costruito di recente tratti il file come una fonte di struttura a basso costo. Resta un'ipotesi.

Ventitré ore non sono troppo poche?

Sì, ed è per questo che accanto ci abbiamo messo lo studio su 137.210 domini e il panel di dodici settimane. La nostra finestra è limitata dalla conservazione di 24 ore del piano gratuito di Cloudflare.

Il valore di una misurazione breve non è che sia definitiva. È che puoi ripeterla oggi, sul tuo sito, in dieci minuti.

Un file scritto meglio cambierebbe qualcosa?

Perché il contenuto di un file conti, prima qualcuno deve chiederlo. Nella finestra misurata nessun crawler AI ha chiesto il nostro, e su 137.210 domini il 97% di questi file non è stato chiesto da nessuno.

Quindi il dibattito su come scrivere un llms.txt migliore è, per ora, un dibattito sullo stile di una lettera che nessuno apre.

La mia agenzia me l'ha venduto come servizio. E adesso?

Non è uno scandalo: fino a qualche mese fa parecchie persone serie pensavano valesse la pena. La domanda utile è cosa succede adesso, non cosa è successo.

Chiedi il report con tre numeri: quante richieste ha ricevuto il file, da quali user-agent, in che intervallo. Se ce li ha, hai un'agenzia che misura. Se no, chiedi cos'altro viene misurato.

La dichiarazione di Google vale anche per ChatGPT?

No, ed è bene essere precisi. La documentazione di Google riguarda la Ricerca Google, funzioni generative comprese. Non dice nulla su OpenAI, Anthropic o Perplexity.

Per quei tre non esiste un impegno pubblico in nessuna direzione sui loro domini. Quello che abbiamo sono i log, che puntano dalla stessa parte.

Cosa dovrei misurare ogni mese, al posto dei file?

Tre cose, tutte da fonti che controlli: quante richieste ricevi dai crawler AI e quante prendono un 403; quante query con firma di macchina compaiono in Search Console e su quali argomenti; e in quali risposte compari, verificato a mano su dieci domande fisse.

Meno spettacolari di un file nuovo, e le uniche che si muovono. Ne riparliamo tra 3–6 mesi 😉

Ultimo aggiornamento: 9 agosto 2026. Le nostre cifre vengono dall'API GraphQL di Cloudflare per la zona cittago.com, finestra 8 agosto 2026 ore 08:13 UTC – 9 agosto 2026 ore 07:13 UTC, e dall'API Search Console per la stessa proprietà su una finestra di 28 giorni. La posizione di Google è citata dalla sua guida all'ottimizzazione per l'AI su developers.google.com, consultata lo stesso giorno. I dati su 137.210 domini vengono dallo studio Ahrefs pubblicato il 15 giugno 2026; il panel di 83 siti da EZY Research, pubblicato il 27 luglio 2026. L'esperimento cats.txt è stato riportato da Search Engine Journal il 7 agosto 2026 e descritto dall'autore sul proprio blog. Ripeteremo la misurazione e aggiorneremo la pagina se la forma cambia.

Cosa dicono i clienti

Scelti dalle persone che hanno firmato gli assegni.

5.0★★★★★21 recensioni su Google
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Aissa Suciu2 years ago
·Primo disegno — quando è apparso qualcosa·Risposta del server — prima che potesse caricarsi qualcosa·Pagina pronta — quando hai potuto interagireDettagli velocità