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Google Ads13 min di lettura23/08/2026

Customer Match: da 540 giorni a 60, con una casella

Apri Impostazioni account, menu Amministratore, sezione Customer Match. Da qualche giorno c'è una casella in più, e il testo accanto promette solo cose buone: «Amplia la copertura di pubblico con gli elenchi di utenti che hanno fornito il consenso». Il costo non è scritto lì. È nella pagina di aiuto, in coda al primo paragrafo: con la corrispondenza avanzata la durata inclusione massima passa da 540 giorni a 60. Un elenco che ricordava un anno e mezzo ricorda due mesi, in cambio di una copertura che Google non quantifica da nessuna parte.

Parete di caselle postali rosa pallido con i numeri stampigliati B303, B210, B206, B202, B109, B105 nella fila superiore e B304, B211, B207, B203, B110, B106 sotto
Ogni casella ha un numero e una chiave, e nessun vicino vede dentro. È più o meno così che Google descrive lo spazio in cui il tuo elenco incontra quello di un publisher.
In breve

Cosa è comparso. Una casella nelle impostazioni del conto Google Ads, comparsa nelle cronache il 19 agosto 2026, che confronta i tuoi elenchi Customer Match con quelli dei publisher dentro uno spazio isolato. Serve ad agganciare anche gli indirizzi che non sono Account Google.

Perché non conviene a tutti. Nella stessa frase in cui spiega il vantaggio, Google scrive il costo: durata inclusione massima 60 giorni invece di 540. Chi carica l'elenco due volte l'anno si ritrova il segmento vuoto per mesi, senza nessun errore in interfaccia.

Cosa mettiamo noi sul tavolo. Abbiamo letto la stessa pagina di aiuto in tre lingue lo stesso giorno e contato i termini. In italiano il nome del prodotto resta inglese; in rumeno «Customer Match» compare zero volte in tutta la pagina. E la versione rumena si contraddice una volta, chiamando la funzione in due modi diversi.

  • Il testo esatto della casella in italiano, per riconoscerla senza cercarla.
  • Il calcolo che dice se i 60 giorni ti aiutano o ti costano, in una domanda sola.
  • Sei cose che la documentazione non dice, fra cui una che può farti perdere l'idoneità dell'elenco.
  • L'unica frase del documento che nessuno può verificare, e perché la riportiamo lo stesso.

Le impostazioni di un conto Google Ads sono il posto dove le cose cambiano senza annunci. Nessun comunicato, nessuna email, nessuna notifica: una casella in più, un testo che sembra descrittivo, e una conseguenza che sta scritta altrove. Questa volta la conseguenza è che i tuoi elenchi passano da un anno e mezzo di memoria a due mesi, quindi vale la mezz'ora di lettura.

La casella, e cosa c'è scritto accanto

Il percorso è corto: Impostazioni account nel menu Amministratore, poi si espande la sezione Customer Match. La casella da spuntare porta questo testo, riprodotto letteralmente dalla pagina di aiuto italiana:

Amplia la copertura di pubblico con gli elenchi di utenti che hanno fornito il consenso. Abbineremo i tuoi utenti che hanno fornito il consenso agli utenti che hanno fornito il consenso dei publisher, se disponibili.

Letto in fretta, sembra una descrizione tecnica di una cosa che non ti riguarda. Letto piano, dice tre cose: che i tuoi elenchi verranno confrontati con quelli di terzi, che la parola «consenso» compare tre volte in due righe, e che il risultato dipende da una disponibilità che non controlli.

Quello che il testo della casella non dice è cosa succede alla durata dei tuoi elenchi. Per saperlo bisogna aprire un'altra pagina.

Il prezzo è nella stessa frase: 60 invece di 540

La pagina di aiuto chiude il primo paragrafo così: «La corrispondenza avanzata, a differenza di Customer Match tradizionale, funziona in ambienti senza cookie di terze parti e ha una durata inclusione massima di 60 giorni, anziché 540 giorni».

La durata inclusione è per quanto tempo un indirizzo resta nel segmento dopo essere stato caricato o aggiornato. Con Customer Match classico sono 540 giorni, cioè un anno e mezzo. Con la corrispondenza avanzata sono 60. Il rapporto è nove a uno, e non è una scelta separata: arriva insieme al vantaggio, nella stessa spunta.

Il caso concreto che rende la cosa spiacevole non è quello del grande inserzionista, che sincronizza tutte le notti. È quello dello studio o del negozio che esporta l'elenco clienti dal gestionale una volta a trimestre. Con la regola vecchia, ogni esportazione copriva abbondantemente i tre mesi successivi. Con quella nuova, il segmento vive sessanta giorni e poi si svuota per un mese, fino all'esportazione dopo. Le campagne che ci si appoggiano non danno errore: semplicemente non hanno più nessuno a cui mostrare l'annuncio.

Agenda mensile aperta su un tavolo di legno, con i giorni 11, 18, 25 sulla pagina sinistra e 13, 19, 20, 21, 22, 26, 27, 28, 29 su quella destra, gli appunti a mano illeggibili
Due pagine di agenda coprono i sessanta giorni. Un anno e mezzo, quanto duravano gli elenchi prima, ne occupa diciotto.
La domanda che decide

Non «quanto è grande il mio elenco», ma «ogni quanto lo carico». Se fra un caricamento e l'altro passano più di 60 giorni, la corrispondenza avanzata ti lascia il pubblico vuoto per una parte dell'anno. Se la sincronizzazione è automatica e mensile, i 60 giorni non ti sfiorano, perché ogni indirizzo viene aggiornato prima di scadere.

Cosa ti serve prima di spuntarla

  • Customer Match già funzionante. La casella non crea niente: estende quello che c'è. Senza elenchi caricati non ha su cosa lavorare.
  • Accesso da amministratore. L'impostazione è a livello di conto, non di campagna.
  • Un caricamento dopo la spunta. «La corrispondenza influisce solo sugli elenchi di utenti caricati in futuro». Manualmente vuol dire ricaricare gli elenchi esistenti; via API o partner, la funzione entra da sola al successivo caricamento pianificato.
  • Il consenso in ordine. Il testo della casella nomina il consenso tre volte, e i requisiti Customer Match rimandano alla politica sul consenso degli utenti dello Spazio economico europeo. Questa parte è tua e lo era anche prima della casella.
  • Un intervallo di caricamento sotto i 60 giorni. L'unico prerequisito che non è scritto da nessuna parte, ed è quello che decide.

Cos'è la corrispondenza avanzata

La corrispondenza avanzata è un'opzione di Customer Match che confronta i tuoi elenchi clienti con quelli dei publisher dentro uno spazio isolato, per agganciare anche gli indirizzi email non associati a un Account Google.

Il vantaggio che Google mette per primo è proprio questo: «con la corrispondenza avanzata, puoi caricare indirizzi email non associati ad Account Google». Il documento porta quattro domini come esempio — yahoo.com, web.de, live.com, outlook.com — e li chiama esempi, non elenco.

Uno dei quattro merita un secondo di attenzione. web.de è un provider tedesco, usato quasi solo in area germanofona. La sua presenza in un elenco di quattro esempi suggerisce che i publisher coinvolti non siano soltanto statunitensi. È una deduzione nostra, non una dichiarazione di Google, e la segnaliamo come tale.

Sui tassi di corrispondenza, invece, non c'è niente da dedurre perché non c'è niente da leggere. La pagina elenca «tassi di corrispondenza migliorati» fra i vantaggi e finisce lì: nessuna percentuale, nessun campione, nessun intervallo.

Tre cose diverse che iniziano uguale

In Google Ads convivono tre funzioni dal nome quasi identico, e confonderle costa tempo in riunione. La corrispondenza avanzata (enhanced matching) è quella di cui parliamo qui: il confronto del tuo elenco con quelli dei publisher. Le conversioni avanzate (enhanced conversions) sono un'altra cosa: mandano dati di prima parte insieme alla conversione, per una misurazione più completa. Il CPC ottimizzato (enhanced CPC) è una vecchia strategia di offerta. Questo articolo riguarda la prima; le altre due non cambiano con la sua casella.

La stanza chiusa, e la frase non verificabile

Il meccanismo, come lo racconta Google, è una stanza in cui entrano due elenchi e da cui esce solo la loro sovrapposizione. Quattro passaggi, nell'ordine in cui li scrive la documentazione:

  • il tuo elenco di clienti e quello di un publisher vengono inviati nello spazio digitale;
  • il processo di corrispondenza avviene all'interno di questo ambiente sicuro;
  • né tu né il publisher potete vedere le informazioni personali e non elaborate dei clienti dell'altro;
  • i dati sono criptati su entrambe le estremità e Google «non ha visibilità sulle PII corrispondenti».

L'ultima riga è l'affermazione più forte di tutto il documento ed è anche l'unica che nessun lettore può verificare. Non è un audit indipendente, non è una specifica tecnica pubblicata, non è un rapporto di conformità: è la descrizione che il fornitore fa del proprio meccanismo. La riportiamo perché è quello che c'è, e con questa etichetta sopra.

Tre file di armadietti metallici grigi numerati dal 29 al 49, con serrature e due lucchetti agganciati, davanti a un muro di mattoni e a una panca di cemento
Ventuno ante, ventuno chiavi, un corridoio solo. Ognuno apre la sua e vede cosa c'è dentro; il resto rimane affare di qualcun altro.

Va riportata anche l'unica testimonianza dal campo pubblicata finora, perché è una sola e va pesata come tale. Nella discussione su LinkedIn ripresa da Search Engine Roundtable il 20 agosto 2026, un inserzionista ha scritto di aver provato la funzione su una campagna che gira esclusivamente a corrispondenza esatta e a frase, di aver visto comparire nel rapporto sui termini di ricerca abbinamenti fuori luogo e di averla quindi disattivata. Il meccanismo descritto nella documentazione non spiega il collegamento: la corrispondenza avanzata lavora sui segmenti di pubblico, non su come vengono scelti i termini di ricerca. È una testimonianza, non una prova — ma nessuno l'ha ancora smentita, quindi se attivi vale la pena guardare quel rapporto nei primi giorni.

La domanda europea che il documento non tocca

Tutto il valore della funzione sta in una parola sola: publisher. Il tuo elenco non viene confrontato con sé stesso, ma con quelli di altri, e il guadagno dipende da chi sono quegli altri e da dove puoi servire l'annuncio dopo l'abbinamento.

La pagina sulla corrispondenza avanzata non contiene le parole «Spazio economico europeo», «SEE» né «Unione europea». Le abbiamo cercate. La pagina dei requisiti Customer Match — l'altro documento ufficiale, quello a cui la pagina nuova rimanda esplicitamente — contiene invece questo:

Starting early March 2024, Customer Match lists activated on Google Partner Inventory or third-party exchange websites in the European Economic Area (EEA), including UK and Switzerland, will no longer be available for web and app. Google Ads and Display & Video 360 will continue to enable advertisers to use their own first-party data (as well as custom and expanded audiences) across Google's owned & operated (O&O) properties.

In pratica: dall'inizio di marzo 2024, nello Spazio economico europeo più Regno Unito e Svizzera, gli elenchi clienti non possono più essere attivati sull'inventario partner di Google e sui siti di scambio di terze parti, per web e app. Sulle proprietà possedute e gestite da Google — Ricerca, YouTube, Gmail, Maps — i dati di prima parte continuano a funzionare.

Il buco è qui, e conviene chiamarlo con il suo nome: il documento sulla corrispondenza avanzata non dice se i «publisher» di cui parla siano le proprietà Google oppure l'inventario partner e gli scambi di terze parti. Se è la seconda, la restrizione del 2024 ci si sovrappone e il guadagno per un inserzionista italiano è più piccolo di quanto sembri dal titolo. Se è la prima, la restrizione non tocca la funzione.

Fra le due ipotesi non si può scegliere senza una precisazione di Google, quindi non scegliamo. Possiamo dire che è la domanda più importante dell'intera vicenda per chi fa pubblicità in Europa, che non compare in nessuno dei resoconti che abbiamo letto, e che la risposta dovrebbe stare nella pagina della funzione, non essere dedotta da un'altra pagina.

Una pagina, tre lingue, tre nomi

Il 23 agosto 2026 abbiamo aperto la stessa pagina di aiuto tre volte, con un browser vero, in inglese, italiano e rumeno, contando i termini nel corpo dell'articolo e nella pagina intera separatamente.

Come si chiama la stessa funzione nelle tre versioni della pagina di aiuto Google, lette il 23 agosto 2026. Il conteggio è sul corpo dell'articolo.
VersioneNome della funzioneNome del prodotto«Customer Match» su tutta la pagina
ingleseenhanced matching (22)Customer Match (17)24
italianocorrispondenza avanzata (22)Customer Match (17), non tradotto23
rumenopotrivirea îmbunătățită (19)direcționarea după lista de clienți (14)0

Per chi lavora in italiano la notizia è buona: il nome del prodotto resta inglese, quindi un tutorial americano si segue senza incidenti e la sezione nelle impostazioni si chiama come te l'aspetti. Google ha tradotto il nome della funzione e ha lasciato stare quello del prodotto.

In rumeno ha fatto il contrario, e il risultato è che «Customer Match» non compare nemmeno una volta in tutta la pagina — né nel testo, né nel menu, né nei link correlati. Chi cerca quel nome nel centro assistenza rumeno non trova la propria pagina.

C'è anche un dettaglio che vale la pena tenere a mente quando si cita una documentazione tradotta. La versione rumena chiama la funzione in un modo diciannove volte e, una volta sola, in un altro. Non cambia i fatti, ma spiega perché in fondo a entrambe le pagine tradotte Google mette il proprio avvertimento: «Questa pagina potrebbe includere contenuti tradotti usando la tecnologia AI. Le traduzioni con l'AI potrebbero contenere errori». Quando il numero conta — e qui conta, sono 60 contro 540 — l'inglese resta la copia da verificare.

Pagina di dizionario bilingue fotografata da vicino, con le voci focus, foci, focuses e fo'c'sle leggibili e il resto della colonna fuori fuoco
Stessa parola, due colonne, due lingue. In un dizionario la traduzione è lo scopo; in un'interfaccia pubblicitaria è l'ostacolo fra te e la casella.

Cosa la documentazione non dice

Su una funzione appena comparsa, l'elenco di quello che manca vale più del riassunto di quello che c'è. Ogni punto qui sotto è stato cercato sia nella pagina sulla corrispondenza avanzata sia in quella dei requisiti Customer Match, in inglese e in italiano.

  • Di quanto migliorano i tassi di corrispondenza. Nessuna percentuale, nessun campione.
  • In quali paesi è disponibile. «Inserzionisti internazionali» non è un elenco di paesi.
  • Se la restrizione europea del 2024 ci si sovrapponga. Vedi la domanda europea: la pagina della funzione non contiene le parole «Spazio economico europeo» e non dice chi siano i publisher.
  • Che fine fa la soglia dei 100 membri. I requisiti chiedono almeno 100 membri aggiunti o aggiornati negli ultimi 540 giorni per restare idonei. La pagina nuova porta la durata a 60 giorni e non dice su quale finestra si misuri la soglia. Per un elenco piccolo è la differenza fra idoneo e non idoneo.
  • Chi sono i publisher. Quattro domini di esempio non sono un elenco di partner.
  • Cosa succede se togli la spunta. L'attivazione è spiegata in tre passaggi, la disattivazione in nessuno.
  • Se i 60 giorni valgano per tutti gli elenchi del conto o solo per quelli caricati dopo. Dalla frase sui caricamenti futuri si deduce la seconda, ma la deduzione è nostra.

L'ultimo punto è l'unico che puoi verificare da solo, nel tuo conto, in cinque minuti: guarda la durata inclusione mostrata su ciascun segmento prima e dopo il primo caricamento successivo alla spunta.

Prima e dopo, sulle quattro cose che la documentazione mette esplicitamente a confronto.
AspettoCustomer Match tradizionaleCon corrispondenza avanzata
Durata inclusione massima540 giorni60 giorni
Ambienti senza cookie di terze partiIndicato come limiteFunziona
Indirizzi non associati ad Account GoogleNon compare fra le possibilitàElencato fra i vantaggi, con quattro domini di esempio
Con cosa viene confrontato l'elencoCon i dati GoogleAnche con gli elenchi dei publisher, in uno spazio isolato

Dove sei, in tre soglie

Prima soglia — non hai nessun elenco caricato in Google Ads. La casella non ti fa né bene né male, perché non ha su cosa lavorare. La cosa utile per te non è questa funzione ma l'esportazione dal gestionale o dalla piattaforma email: è da lì che si parte quando costruiamo una lista email che serva anche in pubblicità.

Seconda soglia — hai un elenco, ma lo carichi a mano qualche volta l'anno. Qui la casella lavora contro di te: compri copertura e paghi con 480 giorni di memoria che a mano non recuperi. L'ordine giusto è invertito: prima automatizzi la sincronizzazione, poi spunti.

Terza soglia — l'elenco si sincronizza da solo, ogni mese o più spesso, da un CRM o tramite un partner. I 60 giorni non ti toccano e il guadagno sugli indirizzi non-Google è netto. È l'unico caso in cui la funzione è un miglioramento senza contropartita.

Portare un conto dalla seconda alla terza soglia è lavoro di impianto, non di ottimizzazione: è quello che facciamo come agenzia Google Ads, nella gestione quotidiana delle campagne. Sulle altre due scadenze Google dello stesso mese abbiamo scritto a parte: la migrazione automatica verso AI Max e i due «AI Max» di fornitori diversi che si accendono a vicenda.

Domande che non ci ha fatto nessuno

Nessuna è arrivata per email. Sono le domande a cui abbiamo dovuto rispondere noi per poter scrivere l'articolo, e le risposte sono corte perché la documentazione è corta.

Dove si trova esattamente la casella?

In Impostazioni account, dentro il menu Amministratore, nella sezione Customer Match. Nell’interfaccia italiana la sezione mantiene il nome inglese «Customer Match», quindi chi segue un tutorial in inglese la trova senza problemi. Il testo della casella, invece, è tradotto.

Che cosa cambia davvero dopo la spunta?

Due cose insieme. Gli elenchi vengono confrontati anche con quelli dei publisher, dentro uno spazio isolato, quindi si agganciano anche indirizzi non associati a un Account Google. E la durata inclusione massima passa da 540 giorni a 60. Il secondo effetto non è opzionale: arriva con il primo.

Vale per gli elenchi che ho già caricato?

No. La documentazione dice che «la corrispondenza influisce solo sugli elenchi di utenti caricati in futuro». Per i caricamenti manuali devi ricaricare gli elenchi; se aggiorni via API o tramite un partner, la funzione entra da sola al successivo caricamento pianificato.

Di quanto salgono i tassi di corrispondenza?

Google non lo dice. La pagina elenca «tassi di corrispondenza migliorati» fra i vantaggi e si ferma lì: nessuna percentuale, nessun campione, nessun intervallo. Qualsiasi numero tu legga in giro su questa funzione non viene dalla documentazione ufficiale.

È disponibile in Italia?

La documentazione dice che è disponibile «per gli inserzionisti internazionali con indirizzi email non associati ad Account Google». Non è un elenco di paesi e un elenco non l’abbiamo trovato. C’è però una complicazione che la pagina della funzione non nomina: da marzo 2024, nello Spazio economico europeo più Regno Unito e Svizzera, gli elenchi clienti non possono più essere attivati sull’inventario partner di Google e sugli scambi di terze parti, per web e app. Se i «publisher» della funzione nuova sono proprio quell’inventario, il guadagno europeo è più piccolo di quanto sembri. Il documento non dice quale delle due sia.

Che succede al minimo di 100 membri?

Non si sa, ed è il buco più serio. I requisiti Customer Match chiedono almeno 100 membri aggiunti o aggiornati negli ultimi 540 giorni per restare idonei. La pagina nuova porta la durata a 60 giorni e non dice se la soglia si misura sulla finestra nuova o su quella vecchia. Per un elenco piccolo è la differenza fra idoneo e non idoneo.

Google vede gli indirizzi dei miei clienti?

Secondo la documentazione no: i dati sono «criptati su entrambe le estremità e Google non ha visibilità sulle PII corrispondenti», e ciascuna parte accede solo alle proprie. È la descrizione che Google fa del proprio meccanismo, non un audit indipendente, e va letta così.

Un inserzionista ha detto che rovina le corrispondenze delle parole chiave. È vero?

Ha riferito questo dopo un test su una campagna a corrispondenza esatta e a frase, e ha disattivato la funzione. Il meccanismo descritto nella documentazione non spiega il collegamento, perché la corrispondenza avanzata lavora sui segmenti di pubblico, non sui termini di ricerca. È una testimonianza, non una prova: se attivi, guarda il rapporto sui termini di ricerca nei primi giorni.

Conviene a un elenco piccolo?

Dipende da ogni quanto lo carichi, non da quanto è grande. Con 60 giorni di memoria, un elenco caricato due o tre volte l’anno resta vuoto per metà del tempo. Con una sincronizzazione automatica mensile, i 60 giorni non ti toccano.

Si può tornare indietro?

La documentazione spiega l’attivazione in tre passaggi e la disattivazione in nessuno. Non dice cosa succede agli elenchi già abbinati se togli la spunta. È uno dei sei punti che abbiamo elencato come non documentati.

Ultimo aggiornamento: 23 agosto 2026. Tutte le citazioni provengono dalla pagina di aiuto Google Ads «Informazioni sulla corrispondenza avanzata per Customer Match» (support.google.com/google-ads/answer/16613635), aperta in inglese, italiano e rumeno il 23 agosto 2026 con un browser reale e riprodotta letteralmente; i conteggi dei termini sono stati fatti separatamente sul corpo dell'articolo e sulla pagina intera, alla stessa data. I 540 giorni, la soglia dei 100 membri e il paragrafo sullo Spazio economico europeo vengono dalla pagina dei requisiti Customer Match (support.google.com/google-ads/answer/6379332), letta nello stesso modo e alla stessa data, e sono riportati in inglese perché in inglese li abbiamo letti. Il primo resoconto pubblico che abbiamo trovato è quello di Search Engine Land, datato 19 agosto 2026; la testimonianza dell'inserzionista che ha disattivato la funzione viene dal resoconto di Search Engine Roundtable del 20 agosto 2026. Non abbiamo trovato nessun annuncio ufficiale di Google per questa funzione, né sul blog Google né sul blog per sviluppatori di Google Ads: è stata vista nei conti e documentata in una pagina di aiuto. Aggiorniamo la pagina se Google pubblica un elenco di paesi, una cifra sull'aumento dei tassi di corrispondenza, un chiarimento sulla soglia dei 100 membri o una precisazione su chi siano i publisher.

Fonti: Google Ads Help — Informazioni sulla corrispondenza avanzata per Customer Match · Google Ads Help — Requisiti di Customer Match · Search Engine Land — Google Ads tests Enhanced Matching for Customer Match (19 agosto 2026) · Search Engine Roundtable — Google Ads Enhanced Matching In Customer Match (20 agosto 2026)

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