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SEO & ricerca AI13 min di lettura02/08/2026

Query strane in Search Console? Le scrive un'AI

Apri il rapporto sul rendimento e cerca le righe che sembrano un errore. Nel nostro account, 35 query su 148 non le ha scritte nessuna persona — e ci posizionano quasi il doppio più in alto di quelle umane.

Il rapporto sul rendimento di Google Search Console su un monitor, con clic totali, impressioni totali, CTR medio e posizione media
Il rapporto da cui parte tutto quello che segue. I numeri nella foto non sono i nostri: i nostri stanno più sotto.
In breve

Fallo adesso. Apri Search Console, rapporto sul rendimento, finestra a 3 mesi, scheda Query. Scorri l'elenco cercando righe che non sembrano scritte da un cliente: frasi intere in inglese, domande con il punto interrogativo, stringhe piene di -site:.

Cosa hai trovato. Non sei stato attaccato e non hai sbagliato configurazione. Gli assistenti AI non hanno un internet proprio: quando li interroghi vanno a cercare su Google, solo che la ricerca se la scrivono da soli. Quelle ricerche finiscono nel tuo account.

Perché conta per una PMI. Sono le domande più strette che esistano, quindi quelle che puoi vincere più in fretta. Da noi valgono una posizione media di 25,7 contro 48,5.

  • I nostri numeri reali, presi dall'API di Search Console, con il conto esatto.
  • Quattro segnali per distinguerle, con gli esempi copiati parola per parola.
  • Il testo completo dell'istruzione di un robot arrivata dritta su Google.
  • L'unica conclusione che quasi tutti traggono da questi dati e che i dati non sostengono.

I numeri, prima di tutto

Partiamo dal conto, così sai se vale la pena leggere il resto. Ventotto giorni, un solo sito, tutte le query che Google ci mostra.

01 · Posizione media, per chi ha scritto la domanda

Andiamo il doppio più in alto sulle domande che non ha scritto nessuno

Tutte le 148 query che Google mostra per cittago.com in 28 giorni, divise secondo i quattro segnali. Premi il secondo pulsante per vedere dove ci trovano le query con gli operatori.

48,5posizione media, persone
25,7posizione media, macchine
23%delle query, da macchina
POSIZIONE — PIÙ IN ALTO NEL GRAFICO È MEGLIO11020355048,5scritte da persone43,1media dell'account25,7scritte da macchine

Stessi 28 giorni, stesso sito. Sulle query scritte da persone siamo a 48,5. Su quelle con firma da macchina, a 25,7 — quasi il doppio più in alto.

cittago.com · API Search Console, rapporto classico sul rendimento, 6 luglio – 2 agosto 2026

Le 148 query visibili, divise per autore
GruppoQueryImpressioniPosizione mediaNelle prime 10
Scritte da persone11350748,521 (19%)
Con firma da macchina356325,718 (51%)
Totale visibile14857043,139 (26%)
Si legge da sinistra a destra, dal peggio al meglio.

Il dato che ci ha fermati: 18 delle 35 query da macchina ci trovano nelle prime dieci posizioni. Più della metà. Su quelle umane il rapporto è 21 su 113 — meno di una su cinque.

La spiegazione non ci fa onore, ed è proprio per questo che va detta. Non siamo più bravi sulle domande da macchina. Su una query di dodici parole, con l'anno e una lista di esclusioni, in tutto il mondo competono cinque pagine. Su «agenzia marketing» ne competono qualche centinaio di migliaia. Si vince facile dove nessuno ha ancora scritto niente.

I quattro segnali

Google non ti dice quale query arriva da una persona e quale da una macchina. Non esiste una colonna, un filtro o un rapporto: hai il testo della query, e il testo la tradisce. Abbiamo letto tutte e 148 le righe. Quattro schemi si ripetono.

1. Operatori di ricerca

Sei query nel nostro account hanno la stessa coda, parola per parola:

"cloudflare" -site:reddit.com -site:twitter.com -site:x.com -site:wykop.pl -site:tripadvisor.com -site:youtube.com -site:yelp.com -site:booking.com -site:facebook.com -site:instagram.com -site:tiktok.com

Le stesse undici esclusioni, sei volte, con una sola parola cambiata davanti: cloudflare, hosting, paradise, conductor. Chi cerca un hosting non digita undici esclusioni, e nessuno scrive mai -site:wykop.pl, che è un forum polacco.

2. Frammenti di conversazione

L'errore opposto: troppo corte, e senza senso da sole. «anche in italia?» in posizione 1. «is it available in the eu?» in settima. «waar wel?» in decima — è olandese e significa «e allora dove?».

Nessuno apre Google per scrivere «e allora dove?». Sono repliche. Hanno senso solo come seconda riga di uno scambio la cui prima riga è avvenuta altrove, in una finestra di chat.

3. Specifiche, non domande

google ads official performance max lead generation best practices 2026

Sette parole saldate insieme, con «official» e «best practices» e l'anno attaccato in fondo. Stessa forma: «meta ads ecommerce creative best practices 2026 official». Una persona scrive «best practices performance max» e preme invio. Questa è una lista di condizioni.

4. Domande intere, in prima persona

Il segnale più difficile, perché sembra quasi umano. Quasi.

what service enables a/b testing of new urls to see if chatgpt will cite them for a given query?

Nove impressioni in 28 giorni: la query da macchina più visibile di tutto l'account. Frase completa, punto interrogativo al posto giusto, «a/b testing» scritto per esteso. Le persone scrivono su Google come su un telegramma. La frase intera compare quando qualcuno ha parlato con un assistente e l'assistente ha girato la domanda senza accorciarla.

Key takeaway

Non stai cercando un rapporto, stai cercando un registro linguistico. Una macchina scrive troppo per esteso o troppo tecnico; una persona scrive troppo poco. Dopo dieci minuti di lettura la differenza si vede a occhio nudo.

La riga che era l'istruzione di un robot

E adesso la riga per cui abbiamo scritto l'articolo. Questo testo è comparso in Search Console come query, e noi ci siamo posizionati decimi. Riportato per intero:

search the web for the following query and provide a concise, factual answer. list all brands, products, and services mentioned. include source urls. be thorough but avoid filler text. query: top databricks companies in india

Rileggila. Non è una ricerca. È l'istruzione scritta per un modello linguistico: cerca sul web, dai una risposta concisa e fattuale, elenca tutti i marchi, includi gli URL delle fonti, sii accurato ma senza riempitivi. Solo alla fine, dopo «query:», arriva quello che l'utente voleva davvero.

Qualcuno ha costruito un agente che cerca sul web. L'agente doveva prendere la parte dopo «query:» e mandare quella a Google. Ha mandato tutto.

Se un cliente ci mostrasse questa riga nel suo account, ci aspetteremmo la domanda «mi hanno bucato il sito?». No. È una svista di programmazione dall'altra parte, dentro uno strumento costruito da qualcun altro, e noi la vediamo solo perché siamo finiti nelle prime dieci posizioni.

Non stiamo dicendo che sia ChatGPT: non c'è modo di saperlo. Sappiamo che quel testo è stato scritto per un modello linguistico e non per Google, e che a Google è arrivato lo stesso.

La schermata iniziale di ChatGPT su un portatile, ripresa di taglio
È qui che la ricerca viene composta. Quello che arriva a Google non è più quello che la persona ha scritto.

Cosa dice Google, testualmente

Qui non serve speculare. Google ha pubblicato il meccanismo il 20 maggio 2025, annunciando AI Mode:

«AI Mode uses our query fan-out technique, breaking down your question into subtopics and issuing a multitude of queries simultaneously on your behalf»

The Keyword, blog di Google, 20 maggio 2025

Definizione: una query fan-out è una ricerca che l'utente non ha mai scritto — la compone l'assistente AI al posto suo, per raccogliere il materiale della risposta. Entra una domanda, escono una o più ricerche.

La documentazione per sviluppatori dice lo stesso di AI Overviews e aggiunge la parte che interessa a chi ha un sito: i siti che compaiono nelle funzioni AI rientrano nel traffico complessivo di Search Console e sono riportati nel rapporto sul rendimento, sotto il tipo di ricerca «Web». Non separatamente.

IL VIAGGIO DI UNA DOMANDA01UNA PERSONA CHIEDE«chi fa siti buoniin provincia?»02L'ASSISTENTE SCRIVEuna o più ricerche,al posto suo03GOOGLE RISPONDEla classifica di sempre,senza sapere chi chiede04ARRIVA DA TEin Search Console,accanto a quelle umaneGOOGLE NON TI DICE QUALE È QUALE. LA FIRMA RESTA NEL TESTO DELLA QUERY.Per questo i quattro segnali dell'articolo sono l'unico strumento di selezione che hai.
Quattro passaggi, e solo l'ultimo è visibile a te. Gli altri avvengono dove non hai accesso.

Quante ricerche fa davvero un'AI?

La domanda successiva, e la risposta onesta è che non esiste un numero pubblicato.

Google scrive «a multitude of queries» e non dà nessuna cifra. Il settore ha riempito il vuoto da solo: cerca «query fan-out» in inglese e la prima pagina ripete «8–12 sotto-query parallele». Abbiamo provato a risalire alla fonte. La più citata è uno studio Surfer SEO del dicembre 2025 su 173.902 URL. Una nota piattaforma SEO scrive semplicemente «dozens», senza citare niente.

Abbiamo verificato anche una terza cifra molto diffusa, «il 95% delle espressioni fan-out ha volume di ricerca zero». Nell'articolo a cui viene attribuita non compare. Non la usiamo.

Nel frattempo qualcuno ha misurato sul serio. Il 29 luglio 2026 Suganthan Mohanadasan ha pubblicato su Search Engine Journal un esperimento: ha intercettato il flusso di dati grezzi di Perplexity invece di leggerne le risposte. Otto catture, sette tipi di query più la modalità Deep Research, su due versioni dell'applicazione. Per sei query su sette Perplexity ha eseguito una sola ricerca, con il testo quasi invariato. Solo le query locali sono salite a quattro ricerche in due giri.

Bottom line

«8–12» e «1» possono essere vere entrambe, perché descrivono sistemi diversi. La conclusione pratica non è una cifra: è che una cifra non esiste, e che chi te ne vende una senza dirti di quale sistema parla ti sta vendendo una supposizione.

Cosa questi dati NON dicono

La parte in cui le domande scomode ce le facciamo da soli, altrimenti l'articolo promette più di quanto mantenga.

Cosa vedi nel rapporto e cosa non puoi concluderne
Cosa vediCosa NON puoi concludere
Una query con firma da macchinaChe l'abbia mandata un assistente AI. Uno strumento di monitoraggio SEO o uno scraper producono la stessa forma. Google non lo dice.
Un'impressione su quella queryChe tu sia stato citato o consigliato nella risposta. L'impressione dice solo che eri nell'elenco che il sistema ha letto.
Una buona posizioneChe tu abbia traffico. Da noi quelle 35 query hanno prodotto 63 impressioni e clic trascurabili.
148 query nella tabellaChe siano tutte. Su 1.986 impressioni, solo 570 hanno una query visibile.

L'ultima riga è la regola che tutti dimenticano. Lo scrive Google stesso nella documentazione di Search Console: «Some queries are omitted from the report to protect user privacy. These are called anonymized queries. They're included in chart totals». Il grafico ti mostra il totale, la tabella una fetta. Qui la fetta è il 29%, e tutte le percentuali dell'articolo sono calcolate su quella.

Un altro limite, per onestà: 63 impressioni su 35 query sono un'osservazione su un account, non uno studio. Abbiamo cercato uno studio pubblicato che analizzasse query reali di Search Console attribuite ad assistenti AI — non simulate — e non ne abbiamo trovato nessuno.

Cosa abbiamo cambiato noi

Non «cosa consigliamo». Cosa abbiamo cambiato davvero da quando guardiamo questo elenco.

Come leggevamo il rapporto query, prima e adesso
PassaggioPrimaAdesso
Lettura dell'elencoOrdinavamo per impressioni e guardavamo le prime 20.Leggiamo tutte le righe e segniamo i quattro segnali.
Query lungheLe ignoravamo — «non le cerca nessuno».Sono la prima fonte di argomenti. Lì si vince in giorni, non in mesi.
Formato dell'articoloUn saggio scritto bene.Domanda, risposta letterale nella prima frase, tabella, FAQ. Un sistema può sollevare un blocco, non un saggio.
Report mensileImpressioni, clic, posizione media.Gli stessi, più quante query da macchina sono comparse e in che posizione.

La riga che ha contato di più è la seconda. L'abitudine vecchia era guardare le query con volume e lasciar perdere le altre. Quella nuova è il contrario, e la logica è semplice: una query composta da una macchina non compare in nessuno strumento di volume di ricerca, perché non la cerca nessuno ogni mese. Compare una volta sola. Ma compare allo stesso modo per tutti i tuoi concorrenti — cioè per nessuno, perché nessuno la sta guardando.

È la stessa conclusione a cui eravamo arrivati da un'altra strada, quando un articolo di quattro giorni si è posizionato secondo in cinque paesi.

A che punto sei, in tre soglie

  1. Non vedi nessuna query strana. Molto probabilmente non hai ancora abbastanza impressioni, oppure i tuoi argomenti non sono quelli che si chiedono agli assistenti. Il primo passo non è la GEO: è una pagina che risponde a una domanda vera.
  2. Ne vedi qualcuna, tutte in posizioni scadenti. Sei dov'eravamo noi tre settimane fa. I sistemi ti hanno trovato, ma tardi. Si risolve con pagine che rispondono direttamente alla domanda contenuta nella query, non con altro testo sulle pagine che hai già.
  3. Ne vedi qualcuna e ci stai bene. Allora hai già la materia prima: ogni query da macchina in cui sei nelle prime dieci è un argomento validato, con concorrenza quasi nulla.

Noi siamo alla seconda, con un piede nella terza. Vale la pena dire da dove partiamo: il sito è online dal 6 luglio 2026 e il lavoro di SEO e GEO ha poche settimane. Questi numeri non misurano quanto è brava un'agenzia, misurano cosa succede in un mese. L'esperimento ci piace e pubblichiamo anche le parti che non ci convengono, altrimenti non avrebbe senso.

Se vuoi vedere la stessa cosa applicata al tuo sito, di solito partiamo da qui.

Domande che nessuno ci ha ancora fatto

L'articolo ha pochi giorni, quindi nessuno ha fatto ancora nessuna domanda. Queste sono quelle che si porrebbe un lettore ragionevole, più quelle che escono davvero nelle conversazioni con i clienti.

Se compaio su una query scritta da un'AI, vuol dire che ChatGPT mi ha consigliato?

No, ed è la confusione più frequente. Search Console ti dice solo che la tua pagina è comparsa nei risultati di Google per quella ricerca.

Non ti dice se l'assistente ha letto la pagina, se ne ha usato qualcosa o se ti ha nominato nella risposta data alla persona. Sono tre cose diverse e solo la prima è visibile. Ne abbiamo scritto in perché l'AI conosce la tua azienda ma non la nomina.

Vale anche per l'Italia?

Sì, e nel nostro account le prove sono in italiano: «anche in italia?» in prima posizione, «cdn prova gratuita pmi italia confronto» e «cdn pmi acquisto senza contratto annuale», entrambe in prima posizione.

Sono esattamente il tipo di domanda che una PMI pone a un assistente prima di comprare: prova gratuita, contratto, confronto. Nessuno le cerca su Google in quella forma.

Serve uno strumento a pagamento?

No. Gli strumenti che compaiono in prima pagina cercando «query fan-out» fanno un'altra cosa: simulano quali sotto-query un'AI potrebbe generare.

I dati di cui parliamo qui sono reali e li hai già, gratis, dentro Search Console. Serve un quarto d'ora ogni due settimane.

Come le trovo, in pratica?

Rendimento → Risultati di ricerca → scheda Query, finestra a 28 giorni o 3 mesi. Non esiste nessun filtro «scritto da AI»: leggi l'elenco e cerchi i quattro segnali.

Se l'elenco è lungo, esportalo in Sheets e cerca -site: e il punto interrogativo: con quei due arrivi all'80% in due minuti.

Le query con -site: non sono di uno strumento SEO?

Molto probabilmente sì, ed è l'obiezione più seria a questo articolo. Lo schema — escludere forum e social — è esattamente ciò che farebbe uno strumento che vuole risultati «puliti».

Per questo abbiamo scelto la parola «macchina» e non «ChatGPT». La conclusione pratica non cambia: quella query non l'ha scritta un potenziale cliente, quindi non giudicarla dai clic.

Quante impressioni servono perché si veda qualcosa?

Qualche centinaio al mese è la soglia in cui gli schemi iniziano a emergere. Sotto, la soglia di privacy di Google nasconde quasi tutte le tue query e ti ritrovi a leggere cinque righe.

Un ordine di grandezza dai nostri numeri: 1.986 impressioni hanno prodotto 148 query visibili.

Conviene ottimizzare per queste query?

Non per le singole query: una fan-out compare una volta e non si ripete mai nella stessa forma.

Conviene per quello che rivelano, cioè la forma della domanda. Dieci query da macchina sullo stesso tema ti dicono cosa si chiede agli assistenti nel tuo settore, e nessuno strumento di volume te lo mostra, perché il loro volume mensile è zero.

Funziona anche per un e-commerce?

Sì, e di solito meglio, perché agli assistenti si chiedono molti confronti di prodotto. Una delle query del nostro account era «enterprise solutions for product citation in chatgpt shopping results».

I segnali sono gli stessi; su un e-commerce vedrai più query con marca, prezzo e «vs».

Ogni quanto conviene controllare?

Ogni due settimane, sulla finestra di 28 giorni. Più spesso non mostra niente di nuovo: la finestra si muove lentamente e queste query arrivano a gocce, non a ondate.

Noi lo facciamo il lunedì, insieme al resto delle misurazioni.

Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2026. I numeri arrivano dall'API di Search Console per cittago.com, finestra di 28 giorni chiusa il 2 agosto 2026, e cambieranno. Aggiorniamo la pagina quando cambia ciò che Google riporta o quando arrivano abbastanza esempi dai lettori da giustificare un secondo giro.

Cosa dicono i clienti

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