Il tuo hotel appare solo se appare l'aggregatore
Dall'8 settembre 2026 chi cerca «hotel a Firenze» dallo Spazio economico europeo vede due blocchi nuovi. Google li ha documentati in due pagine. Le abbiamo scaricate il giorno dopo e le abbiamo contate: una è tre volte più lunga dell'altra, e la più corta è quella che riguarda te.
Cittago lo offre come servizio — vedi agenzia google ads firenze.

Google ha ridisegnato i risultati di ricerca nello Spazio economico europeo per le richieste su hotel, voli, treni e autobus a lunga percorrenza e prodotti. Al posto del vecchio riquadro ci sono due blocchi: l'unità aggregatore, riservata a comparatori, metamotori e agenzie di viaggio online approvati, e l'unità fornitore, per chi vende direttamente. La documentazione ufficiale è di due pagine, pubblicate l'8 settembre 2026.
Non è una novità che riguarda tutti allo stesso modo. Se vendi tramite un portale e non ti interessa il canale diretto, cambia poco. Se invece il tuo sito è il posto in cui vuoi che la gente prenoti, la frase che conta è una sola, ed è scritta nella documentazione: l'unità fornitore compare soltanto se compare anche quella dell'aggregatore.
Qui sotto trovi che cosa dicono esattamente le due pagine, quanto chiedono a ciascuno dei due destinatari, che cosa non dicono affatto, e le tre cose che ha senso controllare oggi stesso senza aspettare che qualcuno pubblichi una guida.
- Sai in che ordine Google mette adesso i risultati di viaggio in Europa, e perché.
- Sai che cosa devi fare per comparire — e che, se vendi diretto, la risposta ufficiale è quasi niente.
- Sai quali domande porre a chi ti gestisce il sito, con le parole giuste.
- Sai che cosa questi numeri non dimostrano, prima che te lo faccia notare qualcun altro.
Che cosa sono l'unità aggregatore e l'unità fornitore
Se cerchi «hotel a Firenze» da un paese dello Spazio economico europeo, la pagina di Google non ha più la forma che aveva a inizio settembre. Al posto del riquadro con le schede degli alberghi ci sono due blocchi distinti, e Google li ha battezzati con due nomi che finora non esistevano.
Il primo si chiama unità aggregatore. È un blocco a più fornitori, riservato a quelli che Google chiama Vertical Search Services: agenzie di viaggio online, comparatori di prezzo, metamotori, directory. Dentro il blocco, i risultati del fornitore meglio posizionato sono aperti in automatico, con foto, prezzi o stelle; gli altri stanno dietro un elenco a tendina. Google precisa che «solo un'unità aggregatore verrà mostrata alla volta» e che i clic dentro il blocco portano direttamente sul sito di quell'aggregatore.
Il secondo si chiama unità fornitore. È il blocco dedicato a chi vende direttamente: il singolo albergo, la compagnia aerea, il negozio con la vetrina su strada, l'idraulico. E qui c'è la frase che vale l'intero articolo. L'unità fornitore è il blocco che mostra chi vende diretto, e la documentazione di Google dice che appare soltanto quando appare anche l'unità aggregatore. Non è una nostra deduzione: è scritta due volte, nella stessa pagina, in due sezioni diverse.
| Unità aggregatore | Unità fornitore | |
|---|---|---|
| A chi è rivolta | comparatori, metamotori, agenzie di viaggio online, directory | chi vende diretto: hotel, compagnie aeree, negozi, artigiani |
| Come ci si entra | approvazione come Vertical Search Service, contenuti pertinenti, dati via feed o API | due condizioni: servire utenti nello SEE ed essere un fornitore diretto |
| Quando compare | per richieste su hotel, voli, treni e autobus a lunga percorrenza, prodotti | soltanto quando compare l'unità aggregatore |
| Quanto ci scrive Google | 799 parole, 20 punti elenco, 11 link | 240 parole, 2 punti elenco, 3 link |
Con quale regola abbiamo definito il set
Un conteggio senza una regola è un aneddoto. La regola qui è questa: le due pagine di Google Search Central che descrivono le nuove unità dello SEE, scaricate il 9 settembre 2026 da un indirizzo IP nello Spazio economico europeo — Cluj-Napoca, Romania — ciascuna richiesta due volte, una in inglese e una con il parametro hl=it, più le pagine verso cui rimandano e che un'azienda dovrebbe aprire, più il post ufficiale di febbraio 2024 sullo stesso argomento come termine di paragone.
Il punto di osservazione conta: sono blocchi che esistono soltanto per chi cerca dallo Spazio economico europeo, quindi leggerli da fuori non sarebbe la stessa cosa. Il conteggio è sul corpo dell'articolo, cioè quello che sta dentro il contenitore del testo: niente barra laterale, niente menù, niente piè di pagina. Chi vuole rifarlo ha bisogno di due indirizzi e di dieci minuti.
Alla pagina dell'aggregatore Google dedica 799 parole, a quella del fornitore 240
L'8 settembre 2026 Google ha pubblicato due pagine di documentazione per spiegare i due nuovi blocchi che compaiono nei risultati di ricerca dello Spazio economico europeo. Una è rivolta ai comparatori e alle agenzie di viaggio online, l'altra a chi vende direttamente: l'albergo, la compagnia aerea, l'idraulico. Le abbiamo scaricate entrambe il 9 settembre e abbiamo contato le parole del corpo, senza menù e senza piè di pagina.
Fonte: conteggio Cittago sul corpo delle due pagine di Google Search Central sulle unità EEA e sul post ufficiale di febbraio 2024, scaricati il 9 settembre 2026 da un indirizzo IP nello SEE · cittago.com
| parole nel corpo della pagina | |
|---|---|
| Unità aggregatore | 799 |
| Post ufficiale, febbraio 2024 | 596 |
| Unità fornitore | 240 |
Che cosa Google chiede a un aggregatore
La pagina dell'aggregatore è una pagina operativa. Dice che si è idonei quando si è approvati come Vertical Search Service, si hanno contenuti pertinenti e si forniscono i dati; poi elenca, uno per uno, i formati. Per gli hotel il feed dei punti di interesse per l'alloggio; per il trasporto terrestre l'API delle funzionalità di trasporto; per i voli l'API in tempo reale dello standard partner; per i prodotti la guida su come mostrare le pagine prodotto su Google.
C'è anche una sezione di buone pratiche con sei consigli — dettagli dell'entità, titoli accurati, fotografie di qualità, prezzi e disponibilità aggiornati, categorie specifiche, monitoraggio in Search Console — e una raccomandazione che vale la pena citare per intero, perché descrive un mestiere: «evitare tutto maiuscolo, punteggiatura eccessiva, emoji o testo promozionale (come «BEST DEALS» o «Free shipping») nei nomi delle entità».
Alla pagina del fornitore mancano tutte e quattro le parole d'azione
Le parole che contano in una documentazione tecnica sono quelle che ti dicono di fare qualcosa: compila un modulo, manda un feed, collega un'API, manifesta interesse. Le abbiamo contate nel corpo delle due pagine. Sulla pagina dell'aggregatore ci sono tutte, con i link ai formati dei dati. Sulla pagina del fornitore non ce n'è nessuna: ci sono due condizioni da soddisfare e nessun passo da fare.
Fonte: conteggio Cittago delle parole d'azione nel corpo delle due pagine, lette in inglese il 9 settembre 2026; la pagina in italiano non esiste · cittago.com
| occorrenze nel corpo della pagina | |
|---|---|
| Aggregatore · «form» | 7 |
| Aggregatore · «feed» | 6 |
| Aggregatore · «API» | 4 |
| Aggregatore · «express interest» | 3 |
| Fornitore · tutte e quattro | 0 |
Che cosa chiede a te, se vendi diretto
La pagina del fornitore ha una sezione intitolata «Come partecipare all'unità fornitore». Sotto quel titolo ci sono due condizioni: il tuo sito deve servire utenti nello Spazio economico europeo, e la tua attività deve essere un fornitore diretto. Non c'è un modulo. Non c'è un feed. Non c'è un'API. Non c'è una casella da spuntare.
In un certo senso è una buona notizia: la documentazione dice esplicitamente che l'unità fornitore «non richiede feed di dati aggiuntivi oltre alla normale scansione». Se hai un sito che Google riesce a leggere, sei già dentro il perimetro. In un altro senso è la cosa che dovrebbe farti alzare un sopracciglio: l'unico modo che hai di essere presente è il posizionamento organico, e quel posizionamento vale solo dentro un blocco che compare quando compare un altro.
- Che cosa ti serve davvero, secondo la documentazione: un sito che Google possa scansionare, contenuti pertinenti alla richiesta e la fascia di attività giusta. Fine dell'elenco.
- Che cosa non ti serve: un feed, un contratto, un'integrazione tecnica, un'iscrizione a un programma.
- Che cosa non puoi controllare: se il blocco che ti ospita compare, perché quello dipende dalla presenza dell'unità aggregatore.
- Dove finisce l'unico link operativo: su Hotel Center, cioè l'infrastruttura con cui Google gestisce prezzi e prenotazioni degli alberghi, dove i posti gratuiti e quelli a pagamento convivono nella stessa scheda.
Su quest'ultimo punto vale la pena essere precisi, perché è il punto in cui una pagina di documentazione diventa una decisione di budget. La pagina del fornitore ha tre link. Due sono definizioni. Il terzo, l'unico che ti chiede di fare qualcosa, si chiama «scopri di più sui feed dei fornitori» e porta alla guida introduttiva di Hotel Center. Il blocco che ti riguarda non chiede niente; la porta accanto, sì.

Il modulo per candidarsi risponde 404
Sulla pagina dell'aggregatore, la prima cosa da fare è «compilare il modulo Google Search Aggregator Features». Il link c'è, è la sola porta d'ingresso indicata, e il 9 settembre 2026 non porta da nessuna parte. Lo abbiamo chiesto in tre forme dell'indirizzo — senza parametri, con hl=it, con hl=en — e tutte e tre rispondono 404. Poi lo abbiamo aperto con un browser vero, da Cluj-Napoca, per escludere che fosse un blocco anti-automazione.
«Questa pagina non esiste nella Guida di Ricerca Google. Potrebbe essere stata eliminata perché la funzionalità non esiste più, oppure l'URL potrebbe essere errato.» — la pagina di errore di Google, letta il 9 settembre 2026 con un browser reale da un indirizzo nello SEE. Il testo originale è in inglese.
Non sappiamo perché. Può essere un indirizzo cambiato il giorno prima della pubblicazione, può essere un modulo non ancora aperto, può essere una svista. Quello che possiamo dire, e che diciamo, è che il 9 settembre 2026 l'unica porta indicata agli aggregatori europei era chiusa, e che è una cosa verificabile in dieci secondi da chiunque legga questa pagina.
La pagina che ti riguarda non esiste in italiano
Le due pagine sono in inglese. Fin qui, niente di strano: Search Central pubblica molto in inglese. La domanda giusta non è se esiste la traduzione, ma se il meccanismo della traduzione le vede. Abbiamo chiesto entrambe le pagine con hl=it: l'indirizzo finale perde il parametro, l'attributo della pagina resta lang=«en» e il corpo è identico carattere per carattere alla versione inglese — 5.300 caratteri in tutte e due le richieste.
Perché il confronto sia onesto serve un termine di controllo. Abbiamo chiesto allo stesso modo tre pagine più vecchie della stessa documentazione: quella sui dati strutturati degli articoli, quella sulle attività locali, quella sui nomi dei siti. Tutte e tre tengono hl=it nell'indirizzo, sono in italiano e portano un selettore con 18 lingue. Le due pagine nuove ne portano zero. Non è che la traduzione manchi: è che queste pagine, per ora, stanno fuori dal sistema che le traduce.
Piccola ironia da segnalare senza caricarla di significato: la guida introduttiva di Hotel Center, cioè l'unico link operativo della pagina del fornitore, esiste in italiano e si chiama «Guida introduttiva per gli hotel». La pagina che ti spiega che cosa è cambiato, no.
La parola che non compare in nessuna delle due pagine
Questi blocchi esistono per una ragione precisa, e la ragione ha un nome. Il 23 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato due decisioni di non conformità nei confronti di Google ai sensi del Digital Markets Act, con un'ammenda di 460 milioni di euro per l'auto-preferenza in Google Search e una di 430 milioni per le restrizioni su Google Play: 890 milioni in totale. La Commissione scrive che Google «riserva un trattamento preferenziale ai propri servizi, compresi i risultati su shopping, hotel, trasporti e sport, rispetto a quelli di terzi».
Nel corpo delle due pagine di documentazione, la sigla DMA compare zero volte. «Digital Markets Act» zero. «Regolamento» zero, «legge» zero, «conformità» zero. Abbiamo cercato in cinque forme diverse e abbiamo verificato il contrario, per essere sicuri che il metodo funzionasse: «SEE» compare quattro volte in ciascuna, «aggregatore» venticinque volte nella prima, «fornitore» dodici nella seconda. Nell'HTML grezzo la stringa «dma» sopravvive in due punti soltanto: il nome della classe del logo Google e l'indirizzo del modulo che risponde 404.
Il termine di paragone rende la cosa più interessante, non meno. Il post con cui Google annunciò la prima versione di questi blocchi, a febbraio 2024, il DMA lo nomina — una volta come sigla, una volta per esteso — in 596 parole. Due anni e mezzo dopo, sulle pagine che descrivono la versione nuova, non c'è. È un cambio di registro, non un errore, e non ci sono conclusioni da tirarne: lo registriamo perché chi legge una documentazione senza contesto non ha modo di sapere perché quella pagina esiste.

Che cosa questi numeri non dicono
È la parte che ci interessa di più, perché è quella in cui un conteggio onesto può essere usato male. Nessuna delle cifre di questo articolo misura traffico, prenotazioni o denaro. Misurano quanto e come Google scrive, e a chi.
- Non dicono quanto perdi. Le stime pubblicate l'8 settembre 2026 — un calo del 30% del traffico diretto gratuito verso le aziende europee, «la più grande riduzione di qualità del servizio nei 29 anni di storia della Ricerca» — sono dichiarazioni di un rappresentante di Google riportate da Reuters l'8 settembre 2026. Non sono un dato che possiamo verificare noi, e non le trattiamo come tale.
- Non dicono che una pagina corta sia una pagina cattiva. Se non c'è niente da fare, scriverlo in 240 parole è corretto. Il fatto misurabile è un altro: la sezione si intitola «come partecipare» e non contiene nessun verbo rivolto a te.
- Non dicono quando lo vedrai in Italia. Le pagine non riportano date, non dicono in quali paesi il rilascio è completo e non parlano di percentuali di utenti.
- Non sono una valutazione di conformità. Se questo assetto rispetti o no il Digital Markets Act lo dicono la Commissione e i giudici, non un conteggio di parole. Noi non diamo pareri legali.
- Non riguardano i ristoranti, per ora. Le verticali documentate sono hotel, voli, treni e autobus a lunga percorrenza, prodotti. Le richieste locali sono annunciate come successive, senza data.
Tre soglie, per capire se la cosa ti riguarda
Non una conclusione, tre diagnosi. Scegli quella in cui ti riconosci.
Prima soglia — meno del 20% delle prenotazioni arriva dal tuo sito. Allora questa novità cambia poco: eri già dentro il canale degli intermediari, e il blocco degli aggregatori è, di fatto, il posto dove eri già. La cosa utile da fare è banale e la rimandano tutti: aprire Search Console e guardare se le richieste con il tuo nome portano ancora a te.
Seconda soglia — il canale diretto vale tra il 20% e la metà. Qui la frase «l'unità fornitore appare solo se appare l'aggregatore» diventa un problema di pianificazione, non di curiosità. È il momento di sapere quanto della tua domanda è di marca (chi cerca il tuo nome) e quanto è generica (chi cerca «hotel a Firenze»), perché le due si comportano in modo diverso e solo la seconda passa da questi blocchi.
Terza soglia — il diretto è la maggioranza e vuoi difenderlo. Allora l'unica leva che resta sotto il tuo controllo, nella stessa pagina di risultati, è quella a pagamento — ed è la parte del lavoro in cui ci occupiamo di campagne Google Ads per chi vende diretto in Italia. Non è una regola universale: se la domanda con il tuo nome è già forte e le prenotazioni arrivano, spendere per comprarla di nuovo è un modo elegante di pagare due volte lo stesso ospite. Chi non ne ha bisogno: chi ha una sola struttura, un nome che la gente cerca e il calendario pieno da marzo.
Ne riparliamo tra 3–6 mesi 😉
Domande con risposte che riteniamo utili
Sono le domande che ci siamo posti noi leggendo le due pagine, con le risposte così come le dà la documentazione — o con l'annotazione che non le dà.
Che cos'è l'unità aggregatore di Google?
Che cos'è l'unità fornitore?
Che cosa devo fare per comparire nell'unità fornitore?
Il modulo per gli aggregatori funziona?
Queste pagine esistono in italiano?
Le pagine dicono perché questi blocchi esistono?
I ristoranti sono coinvolti?
Devo comprare pubblicità per rimediare?
Da dove vengono i numeri di questo articolo?
Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2026. Tutti i conteggi e le citazioni di questo articolo vengono dalle due pagine di Google Search Central sull'unità aggregatore e sull'unità fornitore, scaricate il 9 settembre 2026 da un indirizzo IP nello Spazio economico europeo, ciascuna richiesta in inglese e con hl=it, più il post ufficiale di febbraio 2024 sullo stesso argomento e tre pagine più vecchie della stessa documentazione come termine di controllo sulla lingua. Le due pagine non riportano una data di ultimo aggiornamento: l'unica data certa qui è quella in cui le abbiamo lette. Nessuna cifra proviene da un account pubblicitario.
Fonti: Google · Aggregator unit in Google Search · Google · Supplier unit in Google Search · Google · New Search experiences in the EEA (febbraio 2024) · Google · Guida introduttiva per gli hotel (Hotel Center) · Google · il modulo per gli aggregatori · Commissione europea · ammenda di 890 milioni a Google, 23 luglio 2026 · Search Engine Journal · il rilascio nello SEE, 8 settembre 2026


